17 January 2017

“Uccelli” di Hitchcock a Puerto Williams, il vento e il conflitto del Beagle

Domenica 26 febbraio 2012

Ricordate il film “Uccelli” di Alfred Hitchcock, nel quale gli abitanti di una città venivano attaccati da volatili impazziti? Esiste una colonia di nidificazione vicino a Puerto Williams in cui sembra quasi di rivivere le stesse sensazioni.

Anche se in paese “accade” poco o niente Cecilia propone sempre qualcosa. Oggi deve andare a prendere qualcuno che arriva al piccolo aeroporto con la avioneta da Punta Arenas, principale contatto con il resto del mondo insieme al settimanale traghetto e al carissimo gommone (in verità a tariffe modiche per i residenti). Mi propone di accompagnarla, anche perché nelle vicinanze sorge un’importante colonia naturale di uccelli.

Anche se continua a fare fresco ora il sole splende sull’isola di Navarino e i colori si presentano decisamente diversi. Grazie all’ennesimo intervento della Mancilla mi permettono di accedere alla Torre di Controllo, posto d’osservazione privilegiato sia sulla microscopica struttura,

che su tutta la cittadina,

con la famosa chiesa verde,

l’insenatura del Club de Yates con los Dientes dietro,

e il Beagle che oggi sembra tranquillo.

Scendo dalla Torre e mi avvio su un sentiero che circonda il recinto dell’aeroporto costeggiando il mare. Già si vedono i primi sparuti uccelli.

Di fronte a un bivio,

mi dirigo per il momento verso sinistra, la zona che offre l’ennesima visione sui Dientes,

ma anche sulla costa frastagliata.

In Patagonia, nella Terra del Fuoco e anche più giù qui a Navarino una costante è il vento: compagno della vita quotidiana della popolazione, con il bello e il brutto tempo, sotto forma di aria gelida che ti penetra nelle ossa o fresca brezza che ti allieta sotto il pallido sole, a queste latitudini lo troverete sempre e comunque. Non è una sorpresa dunque che abbia influenzato la natura: alcuni alberi sono stati letteralmente plasmati dal vento,

e presentano la loro chioma spostata tutta da una parte, neanche sia stata bloccata da una foto.

Il conflitto del Beagle

Nella seconda metà degli anni Settanta Argentina e Cile vivevano sotto due durissime dittature militari appoggiate dagli Stati Uniti (e dal Vaticano) ma, nonostante metodi, ideologia ed efferatezze in comune non andavano necessariamente d’accordo. Lo si sarebbe visto qualche anno più tardi con la guerra delle Falklands/Malvinas quando le navi del Regno Unito di Margareth Thatcher contarono sull’appoggio logistico e politico di Pinochet. Ma questa è un’altra storia.

Nel 1978 si vissero momenti di alta tensione tra i due paesi a causa della sovranità sulle acque a oriente del Canale e delle isolette a sud di quella zona, una questione che veniva da lontano.

Navarino si trovava proprio sulla possibile linea del fuoco, sia per questioni prettamente geografiche e strategiche ma anche per via della base della Marina Militare cilena. Rapidamente tutto il fronte dell’isola venne cosparso di cannoni puntati sull’altra sponda e pronti all’azione (oltre alle mine antiuomo che, come accennato, ora le autorità stanno cercando di togliere con molta fatica).

Poi, anche grazie alla mediazione proprio del Vaticano, furono ristabilite normali relazioni, ma i cannoni sono rimasti ad arrugginirsi esposti alle pesanti intemperie dell’isola,

e si trovano anche qui.

La colonia di nidificazione

Ritorno indietro per dirigermi verso la colonia di nidificazione suggeritami da Cecilia. Si trova a Punta Gusano, una sottile lingua di terra, ghiaia in realtà, che si insinua nel Beagle.

Si vede qualche uccello è vero, ma da lontano non si ha l’idea di cosa nasconda. Poco dopo aver preso la lingua,

i volatili, soprattutto gabbiani, si fanno sempre più presenti. Allertati dalla mia presenza si alzano in volo nello stridìo più assoluto,

rendendo la sensazione simile al celeberrimo film di Hitchcock, anche se per fortuna questi non mi puntano.

La luce del sole finalmente perfetta,

permette giochi inattesi.

I volatili sono moltissimi, e riprendono poi le loro posizioni iniziali.

Ritornando, la visione de los Dientes è finalmente senza nubi.

Domani sarà l’ultimo giorno a Puerto Williams prima di imbarcarmi sul traghetto.

 

Comments

  1. Isabella says:

    Puntata meravigliosa!

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