20 January 2017

Nuove avventure sulla Austral, il lungo viaggio in bus fino a Coyhaique

Sabato 28 gennaio 2012

Come annunciato, oggi è una giornata importante. Se tutto va bene, con la coppia di francesi dovremmo prendere un bus che ci porterà fino a Coyhaique, il capoluogo della regione di Aysén, molto più a sud sulla Carretera Austral. Ma come spesso accade da queste parti, non siamo così sicuri di riuscirci.

In teoria la compagna di Nicholas ha fatto tre prenotazioni telefoniche per noi ma visto quello che è accaduto ieri non ci fidiamo molto. Comunque iniziamo la giornata con una succulenta colazione,

nella bellissima casa uscita ieri a sorpresa,

a Villa Santa Lucía, un microscopico villaggio sulla Austral.

Ci rechiamo alla “fermata” dell’autobus, un baretto del paese (con anche un minibus parcheggiato, che non è il nostro) e inizia la lunga attesa.

Rivediamo anche le brasiliane arrivate fin qui in autostop. Santa Lucía si trova sul bivio per il parco di Futaleufú la cui strada, proseguendo, conduce in Argentina.

Con un po’ di ritardo il bus arriva e, sorpresa, ha conservato i nostri tre posti, gli unici rimasti liberi.

Immaginifico.

Si parte

Sedendosi sugli scalini, riescono a entrare anche una coppia di ragazzi cileni. Si vede subito che i due autisti sono molto simpatici, soprattutto il vice che si preoccupa continuamente dei passeggeri e fa anche da guida, spiegando i punti salienti del percorso.

Il bus ogni tanto si ferma in posti assurdi, dove scende qualcuno

o è lo stesso autista a fare delle commissioni in una casa isolata.

Ci fermiamo a La Junta, altro paesino ma importante snodo sulla Carretera Austral. Se non fossimo riusciti a prendere il bus saremmo dovuti arrivare fin qui in qualche modo (autostop) per poi continuare più facilmente, ma oggi sulla Carretera sembra siano in pochi a transitare.

Il bus si ferma mezzora, abbiamo anche il tempo per pranzare in un simpatico ristorantino,

salmone al forno con Escudo.

Su una baracca (ovvero l’ufficio della compagnia) l’orario del nostro bus era segnato alle 11, poi quasi impercettibilmente corretto alle 13, ma quando ripartiamo sono le 14:30… (il tempo in Patagonia…)

A noi il biglietto sembrava caro, ma un ragazzino in tenuta scout spiega che d’inverno, quando non transita molta gente, lo è molto di più.  Si riparte.

Secondo la tabella di marcia, dovremmo arrivare a Coyhaique verso le 20-20:15 (notare la precisione…).

Fuori dal finestrino, la Austral continua a svolgersi tra boschi, fiumi, montagne, ogni tanto qualche lago e qualche casina persa nel nulla.

Le sorprese continuano. Fermata a Puyuhuapi, sulla riva di un incantevole fiordo.

Sostiamo per 10 minuti, il tempo per ammirare lo splendido panorama.  Scorgiamo poi un furgoncino con targa francese. Ci avviciniamo e la coppia di mezza età conferma: raccontano che si sono imbarcati su un cargo da Le Havre a Buenos Aires a novembre, sono scesi verso sud e ora stanno risalendo. Si fermeranno in giro fino al prossimo settembre, dieci mesi. Non male.

Il solito simpatico vice autista annuncia ora che in breve la strada si arrampicherà fino a un passo dopo 32 curve; ci troviamo all’interno del Parque Nacional Queulat. Intanto iniziamo a costeggiare il fiordo tra i panorami mozzafiato. Questa non è proprio la Austral che ci si immaginerebbe, a zigzag sulla costa.

I soliti stabilimenti di salmone e altri pesci,

poi la discesa.  Una sosta rapida al bivio per puerto Cisnes, con annessa pulitura del vetro.

Da qui a Coyhaique la Austral è stata asfaltata, con perdita forse di fascino per chi ci viene una volta sola ma anche un notevole risparmio di tempo per la gente che ci vive.

Visioni di picchi innevati e non,

Il secondo autista, sempre attento ai passeggeri, estrae dal cappello a cilindro un colpo da maestro. Spiega che a Villa Amengual, il villaggio successivo, effettueremo una fermata fuori programma di tre quarti d’ora perché oggi in paese si svolge una fiesta costumbrista, e così offrono ai passeggeri (solo in parte stranieri) la possibilità di goderne un assaggio. Geniale.

Il paesino in sé non offre molto.

Ma oggi è diverso. La festa fa parte del festival della comunità del Lago Verde e zone limitrofe che farà tappa anche in altre località del circondario.

Prevede rodeo,

e musica popolare.

È un classico di alcune zone, come la famosissima Doma di Jesus María, vicino alla Colonia Caroya (quella di friulani, nei dintorni di Córdoba, di cui parleremo più avanti). Tra qualche giorno si esibirà anche la grande stella della musica del genere, el Chaqueño Palavecino, visto in azione alcuni anni fa proprio a Jesus María.

I personaggi si sprecano.

Vengono proposte anche varie specialità locali e ne approfittiamo per un piatto di succulento agnello al volo,

annunciato sulla finestra di una casa.

Una delle ultime soste, a Villa Mañihuales.

Ormai il sole sta scendendo e il cielo patagonico offre i soliti giochi di luce.

Giungiamo a Coyhaique dopo le 22 e, anche se abbiamo qualche problema a trovare un alloggio, siamo oltremodo emozionati per come siamo arrivati fino a qui.

Comments

  1. eliseo vargas says:

    hola querido amigo de iltalia, te escribo para decirte que ya estoy en santiago de chile y quiero saber en que parte de nuestro pais te encuentras, hoy estamos maritza su padre y yo en santiago y tal vez podriamos compartir un poco antes de que sigas con tus aventuras y hermosas fotografias con las cuales me deleito al entrar a tu sitio, te tengo un cariño sincero aunque hayas sido un amigo de pocas horas, pero tambien se mide la calidad y a traves de las redes podemos seguir en contacto y en las vueltas de la vida volver a compartir con nuevos amigos…

    un gran abrazo

    eliseo, del paseo a tortel

  2. Isabella says:

    Caro Ale…..dopo quattro ore di ufficio tra contabili bancarie, telefonate dei clienti incazzati, problemi coi colleghi, errori che si fanno sempre, e mille altre cose………arriva la pausa pranzo, apro la tua mail…………e mi godo le tue foto……………E le tue descrizioni sono così vivide da farmi sentire lì nel tuo viaggio! Grazie! Ciao Isabella

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