17 January 2017

La cenere a Bariloche e il Lago Gutiérrez

Domenica 8 gennaio 2012

Bariloche si trova al centro di una lussureggiante regione tra meravigliosi laghi e montagne che invitano alle attività più diverse. Questa zona costituisce la più importante destinazione turistica argentina, sia d’estate che d’inverno. Ma dal 4 giugno scorso non è più la stessa.

Alle 15:15 di quel giorno il vulcano Puyehue, alto 2240 metri e situato proprio dall’altra parte della frontiera in territorio cileno a circa 90 km in linea retta, ha iniziato a eruttare un’enorme quantità di cenere che ha ben presto coperto l’intera regione, soprattutto dal lato argentino. È stata la prima volta dal 1960.

Qui l’eruzione vista dall’aereo:

e da lontano:

A Bariloche la nube è arrivata circa un’ora dopo. «Stavamo lavorando sul tetto di una casa», racconta Santi, un amico che vive da tempo nella città. «Abbiamo visto che si avvicinava una minacciosa nube scura, con tuoni e lampi. Ma poi invece di piovere acqua ci siamo accorti che non ci stavamo bagnando: era cenere!».

Si è fatta notte a pomeriggio. Qui la cenere in città:

Allora la cenere era arrivata addirittura a Buenos Aires, a migliaia di km di distanza. Ora, dopo sette mesi, la cenere è stata tolta dai tetti dai giardini, ma rimane molto presente, anche ai bordi delle strade.

Dipende dalle giornate, a volte la visibilità è buona altre non si vedono neanche i laghi. Nel bosco, dove vivono gli amici, in qualche modo si è leggermente più protetti; a lungo andare il terreno ne trarrà sicuramente benefici, ma per ora è un disastro.

A farne le spese soprattutto il settore turistico, intorno al quale vive l’intera regione. Ancor oggi l’aeroporto internazionale di Bariloche è chiuso, con conseguenze terribili per l’arrivo di turisti stranieri, soprattutto brasiliani. Non tutti hanno voglia di sciropparsi un lungo viaggio in bus. L’alternativa è arrivare in aereo a Neuquén, ma poi rimangono comunque alcune ore su gomma.

Continuano a essere presenti vari gruppi di studenti, ma non basta e si nota che le presenze sono inferiori agli altri anni.

Trota sul Lago Gutiérrez

Un’altra tradizione consumata consiste nel classico picnic in riva a uno dei laghi a base di trota, una delle specialità della zona, insieme al cioccolato e alle marmellate.

Stavolta il prescelto è il Lago Gutiérrez, vicino alla città.

Si preparano le trote,

e anche una prelibata ricetta per guarnire i peperoni, tanto che val la pena prenderne nota.

Intanto la visibilità si sta riducendo.

Il pranzo è ormai pronto.

Comments

  1. e, per ora il mangiare non manca …. 😉

  2. Dalle teste mozzate si notano i puntini neri della trota iridea, la stessa presente all’amata trattoria “alla trota del cornappo” di nimis. Confermi? E’ una specie americana introdotta in europa e da noi in fvg con eccesso per molte decadi. Negli ultimi anni, l’ETP (ente tutela pesca, ente regionale che si occupa di pesca in acque dolci) ha bloccato la sua introduzione privilegiando prima la Fario (quella coi punti rossi ben visibili) ed adesso sempre più la Marmorata che anni fa ricordo si trovava quasi esclusivamente nel Natisone e nell’Isonzo. Qualcuno vuol partecipare a questo dibattito forelleniano? I moggesi dovrebbero dir la loro visti i magnific torrenti montani che hanno! LR

    • ben po, che esperienza, dovresti passare da queste parti a controllare.
      e piu’ a sud in chile, a chiloe’, da anni hanno installato fabbricone di salmone.
      ti faro’ sapere…
      a

  3. Interpellerò i pescatori moggesi, non essendo io esperto del settore. Ma dato che ci hai chiamato in causa, tessendo le lodi dei nostri corsi d’acqua, non potevo non intervenire…
    Posso comunque confermare che la “Trota del Cornappo” di Nimis può fregiarsi del titolo di “amata” che tu le hai attribuito: tra l’altro, se non sbaglio, al locale era già stato dedicato in passato un dettagliato articolo da parte del nostro caro gastronomade…

  4. C’è aria di new age goresca… dal balkanico brigadismo prassofilo alla latinoamericana salmonofilia.
    Passaggio epocale? 😉

  5. del salmone a chiloé confermo: un capannone enorme in mezzo al nulla, circondato da un olezzo di pesce morto che riempie diversi kilometri attorno. uno schifo unico, purtroppo, nel cuore di un’isola favolosa…ale, se passi di li, ti consiglio, ma sono sicuro che le conoscerai giá, un’escursione sulle isole interne partendo da achao, e anche il parque nacional de Chiloé, con escursione a piedi fino a Cole Cole. mandi frut

  6. oye, e se vai a Colonia Caroya, vedi un po se la proprietaria della trattoria La Frasca si ricorda ancora di un italiano (io)capitato li per caso due anni fa, che si é presentato accompagnato dai “nomi” di Alessandro Gori e di Federico Galvani (Arbe Garbe) come numi tutelari friulani. in caso, le mandi i miei saluti.

    ciao ciao

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