20 January 2017

La Spagna è Campione del Mondo

Joburg, domenica 11 luglio

La Spagna è l’ottava nazionale a laurearsi Campione del Mondo. L’Olanda invece ottiene il non invidiabile primato di essere l’unica rappresentativa a disputare ben tre finali mondiali senza riuscire a vincerne neanche una.

Per l’occasione torno alla FanFest di Newtown, come nella partita inaugurale [si veda la storia “La festa può cominciare”]. Anche stasera la piazza è piena, e prima dell’incontro tutti ballano come pazzi.

La gran parte (ma non tutti) sono neri, quasi tutti (ma non proprio la totalità) sono per la Spagna.

Ancora Shakira con la sua Waka Waka scalda il gelido ambiente del meraviglioso “Soccer City Stadium” di Soweto nella cerimonia di chiusura culminata con l’apparizione che tutti attendevano già il giorno dell’inaugurazione: Nelson Mandela, il Grande Vecchio che il 18 luglio compirà 92 anni, appare brevemente su una auto elettrica salutando la folla in delirio. Poi è l’imbarazzante Cannavaro a consegnare la Coppa del Mondo come capitano della nazionale Campione del Mondo uscente.

Prima dell’inizio, un’altra presenza a sorpresa, quella di Jimmy Jump (vero nome Jaume Marquet), “saltatore” famoso per entrare in azione in eventi sportivi e non (ha fatto irruzione anche nel festival dell’Eurovisione di quest’anno): con la sua barretina ha percorso tutto il terreno di gioco arrivando vicinissimo alla Coppa, scivolando proprio all’ultimo e bloccato poi dagli uomini della sicurezza. L’avevo incontrato a Parigi il giorno della finale di Champions’ 2006 Barça-Arsenal (vista peraltro in un bar). Allora l’avevo ringraziato di cuore per un altro suo gesto durante la finale degli Europei a Lisbona due anni prima, quando era riuscito ad avvicinarsi a Figo e gli aveva tirato addosso una bandiera del Barça. Il gesto era dovuto al tradimento per eccellenza consumato dal sempre odiato portoghese nel 2000, quando firmò per il Real Madrid.

La partita inizia. Del Bosque decide di lasciare di nuovo in panca l’incerto Torres di questi tempi, preferendogli ancora il giovane Pedro. Nel primo tempo il copione viene rispettato: possesso palla della Spagna, che però non riesce a creare molte occasioni (a parte un colpo di testa di Sergio Ramos miracolosamente salvato dal portiere). L’Olanda gioca di rimessa, risulta fallosissima e non punge.

Bella la FanFest ma freschino per rimanere a lungo in piedi all’aperto (anche se stasera non fa così freddo come tre settimane fa). Affamato e infreddolito, preferisco vedere la continuazione in un ristorantino lì vicino, proprio lo stesso della sera del mio arrivo in Sudafrica, molti giorni fa.

Il posto è simpatico e i gestori sono neri, ma la clientela è mista. C’è anche un gruppo jazz che suona nei momenti morti della partita. Riesco stranamente a trovare un posto libero, e poi capisco che mi sono seduto nella zona in cui è presente tutta la famiglia della gestrice.

Tra gli altri, anche due cuginetti che vivono la partita su fronti opposti. Sanno moltissimo di calcio e mi raccontano che, per il mondiale, le scuole sudafricane hanno interrotto le lezioni proprio da quando sono arrivato qui (9 giugno) a quando me ne andrò (14 luglio).

Moltissimi i falli olandesi anche brutti, come una scarpata di De Jong sul petto a Xabi Alonso (solo ammonito), che producono una pioggia di cartellini gialli (alla fine otto arancioni, di cui Heitinga per la seconda volta all’inizio del secondo tempo supplementare)

Dall’intervallo in poi l’incontro si fa più avvincente, almeno fioccano le occasioni da rete mancate per un soffio da entrambe le parti: soprattutto di Robben che da solo davanti a Casillas spreca malamente tirando addosso al suo ex compagno nel Madrid, ma anche di Villa e, nei supplementari, di Cesc Fàbregas (entrato nel secondo tempo al posto di Xabi Alonso) e Iniesta.

Del Bosque toglie addirittura Villa (oggi opaco) per far entrare Torres, rischiando non poco. Quando ormai si pensava ai rigori, arriva la seconda versione dell’Iniestazo. Così era stata definita la storica rete di Andrés Iniesta all’ultimo respiro della semifinale di ritorno di Champions’ 2009 contro il Chelsea allo “Stamford Bridge” che ha portato il Barça alla finale (vittoriosa) di Roma.

http://www.youtube.com/watch?v=iVtIWtfjiEk&feature=fvw

Lanciato da Cesc, oggi Don Andrés si ripete colpendo il pallone con tutta la potenza che ha ancora a disposizione dopo 116 minuti di gara e il portiere olandese stavolta capitola. Al momento del festeggiamento si toglie la maglietta lasciando vedere sulla canottiera la scritta «Dani Jarque siempre con nosotros», ricordando il difensore dell’Espanyol scomparso l’8 agosto 2009 mentre si trovava a Coverciano con il suo club.

Protestano gli olandesi perché l’azione si è originata da un corner non concesso agli oranje. Se Robben avesse concretizzato la grossissima occasione precedente forse l’Olanda avrebbe anche potuto prevalere. Tuttavia ha sicuramente vinto la squadra che si è dimostrata migliore, almeno in semifinale e finale dopo essere avanzata senza convincere pienamente.

Dopo tre minuti di recupero l’arbitro fischia la fine e nel locale si alza il secondo boato.

Un emozionatissimo Casillas può alzare la Coppa. Il capitano degli iberici (votato come miglior portiere della manifestazione), si rende poi protagonista di un altro episodio. Intervistato per TeleCinco dalla sua fidanzata Sara Carbonero, considerata la giornalista più sexy in circolazione, la bacia in diretta prendendola di sorpresa.

http://www.youtube.com/watch?v=pVH6NlPQEiU

Rimanendo in tv, stasera nel gruppo di commentatori di SuperSport oltre al già citato Barnes spunta anche Rudi Krol, indimenticato rappresentante della nazionale che perse le finali del 74 e 78, ma che arrivò in Italia appena riaperte le frontiere nel 1980, militando nel Napoli premaradoniano.

Dopo decenni di appuntamenti mancati, la Spagna centra finalmente l’obiettivo, grazie a questa generazione vincente. La Roja centra l’accoppiata Europei-Mondiali in due anni, seguendo le orme della Germania (Ovest, 72-74) e della Francia (98-2000, a titoli invertiti).

Se normalmente la retorica spagnolista della capitale si appropria di questi momenti, in questi Mondiali ha prevalso il blocco del Barça che ha fornito addirittura sette titolari nella formazione della finale. Vedremo se stavolta qualcosa cambierà.

Personalmente, sono molto contento per Iniesta, per gli altri blaugrana e perché molto probabilmente il Pallone d’Oro di quest’anno verrà assegnato da France Football o allo stesso Don Andrés o all’immenso Xavi; dopo Messi, sarebbe il secondo anno consecutivo che il massimo riconoscimento continentale premierà un giocatore uscito dalla Masia (la sede delle giovanili del Barça).

Il tranquillo Vicente Del Bosque (cui il genio di Florentino Pérez non rinnovò il contratto con il Madrid nonostante avesse vinto due Champions’, due Ligas e varie coppe in quattro anni) è il secondo allenatore (dopo Lippi) a vincere sia Champions’/Coppa Campioni che Mondiale.

Dispiace per la terza finale persa per l’Olanda, più che altro per chi ha amato le generazioni precedenti non baciate dalla sorte, non questa versione fallosa ed arcigna dei tulipani.

A sorpresa, Forlán è stato votato come miglior giocatore della manifestazione. In effetti è stato miracoloso aver portato una squadra come l’Uruguay fino in semifinale. Secondo Sneijder, che con i suoi golletti ha trascinato la sua nazionale fino alla finale, così come ha fatto Villa (terzo).

Quattro i cannonieri a pari merito con cinque centri ciascuno: oltre ai tre appena citati il giovane talento Müller, che si prende il titolo di capocannoniere in virtù di una nuova regola della FIFA secondo cui in caso di parità viene premiato chi fornisce più assist.

Come per i bambini che torneranno in breve a scuola, questo entusiasmante mese di festa è terminato. Il blog continua ancora per qualche giorno (almeno fino alla mia partenza mercoledì sera) con altre storie interessanti (sia nuove che da recuperare) e le considerazioni finali di prammatica.

Se volete, continuate a passare di qua.

Comments

  1. Ma gli olandesi hanno sempre menato cosi?

    • alessandrogori says:

      non credo. ma ieri sera non si sono risparmiati (come legnate).
      insomma, ancora nessuna novita’?
      a

  2. Si. Sembra che oggi sia il Giorno!
    Ti faccio sapere

    Ciao

  3. luca R. says:

    propongo un gruppo di antipatia (non solo calcistica) verso VAN BOMMEL, il più antisportivo e provocatore che si sia visto a questi mondiali; ed andava espulso per doppia ammonizione almeno 3-4 volte.
    però è arrivato in finale sia di champions col bayern che ai mondiali con l’olanda…
    quindi? forse non ci capisco molto di calcio.
    LR

    • alessandrogori says:

      si, van bommel è un randellatore provetto. probabilmente anche per questo è arrivato in finale di champions’ e del mondiale.
      tra l’altro era stato compagno di squadra di alcuni dei suoi avversari di ieri, nel barça 2005/06…
      a

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