20 January 2017

La famiglia di Candelario Mancilla

Giovedì 9  febbraio 2012

Uno dei posti migliori in cui mi sia capitato di rimanere in questo viaggio è sicuramente a casa della famiglia Mancilla.

In Patagonia le località prendono nome dai coloni che si installarono da queste parti. Fu il caso di Candelario Mancilla, che arrivò qui nel 1933.

Siamo ospiti nella casa della famiglia, con la figlia di Candelario, Justa che sta facendo il pane,

 

sua figlia Carmen che ha vissuto qui fino a 21 anni e che poi è partita a Los Ángeles, nella IX regione. D’estate è tornata qui ad aiutare.

Il figlio Ricardo vive qui tutto l’anno con il padre Gerónimo, 97enne, arrivato qui nel 1949 dopo varie peripezie in Argentina. È originario di Chiloé, coriaceo come tutti gli abitanti dell’arcipelago: qualche anno fa è rientrato in visita a distanza di molti anni, ma non riusciva a riconoscere i posti.

A parte la Gendarmería, proprio sull’imbarcadero, i vicini sono molto distanti, altri coloni.

Prima dell’apertura della Austral l’isolamento era pressoché totale e vedevano poca gente. Negli ultimi tempi “basta” recarsi in barca a O’Higgins per comprare il necessario. Da dieci anni hanno iniziato a ospitare, ora passano molte persone, un migliaio nella scorsa stagione e quest’anno saranno di più.

La famiglia è autosufficiente. Il terreno della famiglia lasciato da Candelario è immenso. Sull’altopiano posseggono bestiame e d’inverno Ricardo taglia nel suo bosco legno da costruzione che vende a O’Higgins.

Tanto per cambiare i panorami sono fantastici.

Ceniamo da loro.  Carmen che abita a Los Ángeles, dove in questi giorni la terra sta tremando, dice: «sono venuta da così lontano per cucinarvi!».

Aggiunge che di solito mangiano molta carne, ma proprio stasera sono rimasti senza e Ricardo non è riuscito a trovarla, proprio una sfortuna! Ha dovuto ripiegare sulle tagliatelle al sugo.

Dice che sono il primo gordito che passa da queste parti, pare che di solito siano tutti molto magri, gente che va a scalare montagne.

La vista dalla mia stanza.

Ormai il sole è tramontato.

Al mattino, la luce è scintillante,

La colazione è pronta,

con l’aggiunta dei buonissimi lamponi dell’orto.

È quasi ora di partire per il confine e lasciare il Cile dopo varie settimane molto intense.

Comments

  1. il primo gordito? come non e’ freddo che uomo di neve cammina!

  2. Ciao Alessandro,
    girando sulla rete ho trovato questa tua pagina.
    Il 12 gennaio prossimo inizio un viaggio in Cile con un gruppo di persone e mi occupo della logistica per tutti.
    Mi piacerebbe raggiungere Candelario mancilla e da lì proseguire a piedi fino alla Laguna del Desierto in Argentina.
    Cerco dunque informazioni per l’ultima tratta, da Cochrane a Villa O’Higgins e da questa a Candelario Mancilla (mezzi, tempi, contatti) per poi da lì proseguire, magari camminando e facendo portare lo zaino più grosso da cavalli.
    L’ha fatto un mio conoscente 7 anni fa ma non ha saputo fornirmi dettagli.
    Puoi aiutarmi?
    Grazie,
    Luca
    cell. 348-31.43.444

Lascia un commento

*