20 January 2017

A casa degli zii a Kakheti, la regione del vino

Gurjaani, giovedì 20 agosto

Gurjaani serata sotto la vigna e zucche

In mezzo al buio raggiungiamo il villaggio di Gurjaani, per fortuna Giorgi si ricorda come arrivare alla casa dei suoi zii, Usupi e Makhvala. Ci troviamo nella regione di Kakheti, dove si producono enormi quantità di vino.

Gurjaani tavola pronta

A casa è già tutto pronto. Si sta benissimo, spostiamo il tavolo fuori, sotto la vigna e le zucche appese, ancora verdi.

Gurjaani zucche

In un battibaleno la tavola si riempie delle prelibatezze della zia Makhvala. Siamo talmente ghiotti delle buonissime melanzane con la salsa alle noci, assaggiate in tutte le case, che la zia deve riempire il vassoio varie volte.

Gurjaani zia Makhvala

Il vino è opera di zio Usupi: un bianco giovane, ma anche un rosso corposo invecchiato. Viene versato in tazze di terracotta.

Gurjaani vino bianco e rosso

Gurjaani brindisi zio Usupi

Giorgi deve fare gli straordinari per tradurre, ma lo zio esprime simpatia anche senza capirne la lingua. Stanotte ci fermeremo a dormire qui e finalmente anche Shalva, che non deve guidare, assaggiare il vino. Anzi, si rivela un bravissimo tamadà. Sembra ispirato anche Furio, alla sua ultima serata georgiana, una nuova prova dell’impareggiabile ospitalità georgiana.

Gurjaani brindisi Furio

Lo zia si siede con noi qualche minuto, giusto il tempo per un brindisi in suo onore. Poi quando è sicura che siamo satolli ci abbandona. Lo zio invece prende una strumento con poche corde e iniziano i canti polifonici georgiani.

Kakheti Gurjaani zii Gio musica (foto Andrea)

Al mattino ci si alza leggermente spaccati.

Gurjaani il giorno dopo

Gurjaani a casa degli zii

Nei servizi interni c’è qualche problema e dobbiamo usare il gabinetto fuori: una turca con giornali, in cui bisogna tenersi sulla porta.

Gurjaani gabinetto

La colazione (salata) è abbondante: si continua gli stessi piatti della cena, stavolta accompagnati solo dalla chacha (grappa), sempre fatta in casa. Tutti hanno un’espressione preoccupata…

 

Lo zio ci invita a visitare le sue vigne, distanti alcuni chilometri. Shalva è in coma e rimane a riposarsi.

Gurjaani Shalva spaccato

Noi invece ci stipiamo in sei nella sua vecchissima “Volga”: un classico dell’industria sovietica adatta a qualsiasi terreno, meglio di un trattore.

Gurjaani la Volga di zio Usupi

Cerco di aprire il finestrino per far circolare aria, ma mi rimane in mano il pomello.

Gurjaani sulla Volga di zio Usupi

Quando affronta le discese lo zio spegne il motore e mette in folle, una scena che vedremo anche successivamente.

Gurjaani zio Usupi sulla Volga

Passiamo dal centro dal mercato di Gurjaani, anch’esso invaso da angurie.

Gurjaani mercato 2

Gurjaani mercato 1

Sulla strada spaccata si vedono più carri trainati da cavalli che auto.

Gurjaani per strada

Lo zio possiede alcuni vari ettari di vigna e campi, acquistati a più riprese dallo stato. Per lui non è facile, a 70 anni deve fare tutto da solo, ma i grappoli sono rigogliosi.

Gurjaani nelle vigne di zio Usupi

Gurjaani uva delle vigne di zio Usupi

Oltre alle moderne cantine, in Georgia il vino viene ancora prodotto in casa in modo popolare come si faceva una volta anche da noi.

Gurjaani uva sulla Volga

Dobbiamo portare frutta e verdura a una cugina di Gio, che passeremo a trovare domani nella regione montagnosa di Svaneti. La “Dodge” viene stipata di uva, pomodori, vino, grappa, angurie, meloni.

Gurjaani prodotti da portare

prima di partire da Gurjaani

Salutiamo gli zii, ma Giorgi trova subito una vicina conosciuta e ci fermiamo nuovamente.

partenza da Gurjaani

Comments

  1. Ebbene sì, è la mia prima volta. Ma non mi è nuovo l’ambiente né la compagnia…
    Bella l’uva pizzutella georgiana.
    Forza Guy, baci Luci

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