17 January 2017

® Una visita inaspettata, i salaši in Vojvodina e i ponti di Novi Sad

Vojvodina, mercoledì 5 agosto

salas137 - malvina

In questi ultimi giorni belgradesi prima di Guča e dell’inizio del viaggio verso il Caucaso ho ricevuto una visita inaspettata: Stefano Missio [questo il suo sito] con la sua Valentina e la piccola Malvina.

Stefano è un amico e regista del nostro film La Repubblica delle Trombe presentato ormai in oltre quaranta festival in tre continenti.

locandina repubblica delle trombe

Secondo quello che mi ha raccontato, fu proprio durante una nostra visita in Istria allo scrittore Mirko Kovač (che all’inizio della guerra lasciò Beograd per installarsi definitivamente nella sua casa di Rovinj/Rovigno) che Stefano ascoltò per la prima volta il futuro nome di sua figlia: dal libro di Kovač Malvina, tradotto in italiano come La vita di Malvina Trifković (Anabasi, 1994) Proprio in questi giorni il romanzo è stato ripubblicato a Beograd e una libreria del centro presentava un grande manifesto con il nome della piccola.

malvina libro3

Insieme, ritorniamo in Vojvodina, la regione settentrionale della Serbia dove sono ancora molto profonde le influenze austro-ungariche. Ancora da Serbia a portata di mano:

Geograficamente la Vojvodina è l’opposto della Serbia: la prima è tanto pianeggiante quanto la seconda è montuosa e viceversa. Se si escludono le colline di Fruška Gora e Vršačke Planine, niente ostacola la vista nell’infinita piana che un tempo fu il fondale del mare Pannonico. Al giorno d’oggi restano solo furgoncini e trattori a solcare questo “mare” dalle onde di frumento e girasoli. Come isole spuntano silos mai vuoti e i campanili delle chiese ortodosse, cattoliche, uniate, evangeliste o calviniste barocche.

Tre grandi fiumi, Danubio, Sava e Tisa, la attraversano dividendola in tre parti: Srem, Banat e Bačka. Per lungo tempo province separate, quest’ultime si sono unificate per la prima volta nel 1848 su richiesta dei serbi che le popolavano. Nell’occasione il nuovo territorio della Corona degli Asburgo, prese il nome di Srpska Vojvodina (Ducato Serbo). Attualmente la Vojvodina è una provincia autonoma della Repubblica di Serbia che con il suo parlamento difende discretamente la propria individualità.

«Fai presto con calma» è un motto di queste parti. La gente, per certi versi piuttosto apatica, opera in maniera lenta ma forte della certezza che la florida pianura darà ad ognuno il meritato compenso. Il granaio della Serbia fornisce ai suoi abitanti più di quanto abbisognino, così in questi luoghi tutti trovano di che vivere: serbi, ungheresi, rumeni, slovacchi, ucraini, croati, cechi e molti altri; genti alla ricerca di una vita migliore che hanno imparato ad apprezzare queste risorse. Le belle città della Vojvodina presentano molti edifici risalenti ai tempi della monarchia asburgica e, sebbene i tedeschi se ne siano andati, un po’ della loro efficienza ancora rimane, ottenuta senza tensioni o violenza. (…) Molti degli eventi che celebrano le diversità etniche e culturali presenti nella provincia, si mescolano con gli incontri in onore della generosità della natura. In fin dei conti la popolazione locale ama più di tutto godere dei frutti del proprio lavoro con banchetti dove si mangia, si beve e si canta.

salas137 b

In questo clima, ne approfittiamo per andare insieme in un salaš, una specie di agriturismo locale che offre cibo e bevande fantastici immersi nella natura, con maneggio, altri animali e in qualche caso anche camere per fermarsi a dormire.

salas137a

Un gioiellino è il “Salaš 137” che visitai con un’altra compagnia due anni fa, ma da inappetente (era il giorno dopo la fine del festival di Guča).

salas137 - punjeni paketici

Esperienza indimenticabile, soprattutto per i punjeni paketići [pacchettini di maiale ripieni di formaggio e prosciutto, sopra] e ancor di più per la kolenica na kajmaku [carne di stinco disossato e sfilacciato, cotto al forno insieme a kajmak e kren, sotto].

salas137 - kolenice na kajmaku

Al ritorno, ripassiamo da Novi Sad, bellissima città sul Danubio, centro artistico e culturale della provincia sormontata dalla possente Petrovaradin.

novi sad - exit 2

Da questa fortezza, sede dell’”Exit”, il celeberrimo festival rock di Novi Sad che si svolge a luglio, si ha un’indimenticabile visione del Danubio e della città.

novi sad - ponte arcobaleno

Ogni volta che ci passo mi ritornano in mente le parole di Ana, un’amica che mi raccontava come nel periodo dei bombardamenti NATO del 1999 cercava di attrvarsarli in bicicletta a tutta velocità perché non si sapeva mai quando potevano cadere le bombe.

novi sad 1

Allora, tutti e tre i ponti della città furono distrutti dagli aerei dell’Alleanza Atlantica, bloccando per diversi anni il traffico di barche sul Danubio, vitale non solo per la Serbia ma anche per alleati della NATO come la Romania.

ponte novi sad in ricostruzione

Scheda:

Salaš 137

Međunarodni put

21233 Čenej (Novi Sad)

Vojvodina – Srbija

La pagina web

Comments

  1. Che viaggio avventuroso, e quante belle e interessanti persone!

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