20 January 2017

Scalando la Table Mountain

Cape Town, lunedì 5 luglio

La Table Mountain è la cima piatta che domina Città del Capo. In lingua indigena Khoe-San si chiama Hoerikwaggo, cioè “Montagna nel Mare”.

Una teleferica ti porta su rapidamente, ma esistono anche dei sentieri alternativi per arrivarci a piedi, per riuscire ad apprezzare diversi aspetti del paesaggio scegliendo quello più popolare ci si impiega tra un’ora e mezza e due ore. Forse oggi non è la migliore giornata per andarci, le nuvole sono molto alte

ma questo, non appena ci si trova sopra la coltre, crea un effetto particolare.

Bisogna passare attraverso la Platteklip Gorge (gola), che si ha sempre davanti (anzi sopra) agli occhi, come obiettivo da raggiungere.

Salendo si trovano tifosi di tutte le nazionalità. La fatica non è indifferente, non solo per me che non sono allenato c’è da «spudâ balìns» come si dice, soprattutto l’ultimo strappo.  Quando si arriva in cima però i panorami verso sud sono meravigliosi.  Anche se permane una nebbiolina di sottofondo, per fortuna da questa parte il cielo si è aperto.

Si avvista la costa fino alla Penisola del Capo che si intravede in lontananza.

Due reduci brasiliane cercano di scattare una foto artistica sullo strapiombo.

Spuntano animali da pelliccia,

uccelli alla ricerca di qualche briciola lasciata dai turisti.

Ma anche tre solitari uruguayos che improvvisano canti con poco mordente ad uso di una televisione.

La costa è fantastica (sulla destra si vede la spiaggia di Camp’s Bay, il quartiere in cui ho dormito le prime quattro notti qui).

Il panorama sul centro toglie il fiato.

In alto a sinistra si vede anche il “Green Point Stadium”, ormai uno dei punti turistici della città.

Questa vista

ricorda lontanamente quella che si ha a Rio de Janeiro dal Pão de Açúcar (il celeberrimo Pan di Zucchero) verso Copacabana e Ipanema. Dal Corcovado, il morro (montagna) più alto della città su cui sorge la statua del Cristo Redentor, si intravede invece il “Maracanã”.

Per scendere prendiamo però la teleferica

che in pochi minuti ci porta in basso.

A vederla da lontano, pensare di esserci arrivato a piedi mi sembra un’impresa da pazzi!

Comments

  1. Panorami davvero spettacolari… è valsa sicuramente la pena “spudâ duc chei balìns”!
    Dì un po’: ma che macchina fotografica usi?
    Tutte le foto sono davvero buone e… non sembrano nemmeno di dimensione esagerata (come risoluzione intendo).
    In tutti i casi, meriti stra-complimenti anche come fotografo!
    Tenti duur!!!

    • alessandrogori says:

      si, e’ valsa la pena, ma vedendo poi la montagna da lontano (la prima foto) non avrei ripetuto l’impresa.
      ho due macchine fotografiche: una nikon d90 con obiettivo sigma 18-200 (che in digitale diventa 27-300) e una piccola canon ixus 860is. la prima e’ per le foto serie, mentre la seconda la tengo in tasca per scatti rapidi (e quando non mi porto dietro l’altra).
      alcune (soprattutto quelle calcistiche) sono tagliate per avere piu’ zoom sul soggetto.
      tutte sono ridotte di peso e di risoluzione, altrimenti non ce la farei a buttarle su.
      anche per tutte queste operazioni sono spesso indietro con le storie!
      😉
      a

  2. Francesca says:

    Che bello!!!

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