20 January 2017

Sant Jordi, la sardana, Berga, la Masia e Can Roca

Lunedì 25 aprile 2011

Gli innamorati catalani non celebrano la loro festa il giorno di San Valentino ma il 23 aprile. Questa data a Barcelona e in tutta la Catalogna è un giorno speciale anche per altri motivi. Tutte le città si inondano di gente e soprattutto di libri che si regalano in questa data. Tradizionalmente i ragazzi regalano una rosa alla loro amata e queste contraccambiano con un libro.

Le strade principali della capitale catalana, a partire dalle celebri Rambles, appaiono piene di chioschi con libri in esposizione. Case editrici grandi e piccole presentano le ultime novità e gli autori firmano le loro opere.

Si tratta della festa del patrono della Catalogna, Sant Jordi (San Giorgio in italiano), il santo che visse nel IV secolo e che uccise un drago per salvare una donzella. Alla fine del XIX secolo Sant Jordi divenne anche uno dei simboli del catalanismo: la sua lotta contro il drago ben si prestava a una lettura metaforica della lotta della Catalogna contro il potere centrale spagnolo.

Parallelamente, nel 1926 a questa data si aggiunse la Giornata del Libro, che in origine commemorava l’anniversario della morte di Cervantes.

Fino ad alcuni anni fa, Jordi era il nome maschile più scelto in Catalogna. Tuttavia, durante la lunghissima dittatura di Franco (dalla fine della Guerra Civile, nel 1939, alla sua morte nel 1975) si proibiva mettere ai bambini nomi che non fossero in castigliano, incluso il catalano Jordi. In un nuovo “Omaggio alla Catalogna”, anche Johan Cruijff da pochi mesi sbarcato da giocatore al Barça quando Franco era ancora vivo decise di chiamare suo figlio Jordi, nato ad Amsterdam il 9 febbraio 1974, una settimana prima dello storico Clásico stravinto dal Barça per 0-5 al “Bernabéu” (17 febbraio).

Allora Johan avrebbe portato la vittoria della Liga dopo 14 anni di astinenza. Nonostante la pressione dovuta al suo cognome, successivamente Jordi Cruijff divenne un onesto giocatore di prima Divisione, prima lanciato al Barça dal padre, poi di passaggio al Manchester United e successivamente all’Alavés e all’Espanyol.

Da allora i tempi sono cambiati, e anche l’effemeride. Si continuano a regalare rose e libri, ma il fenomeno ha assunto un aspetto diverso. Ci si accorge che sta arrivando Sant Jordi per gli innumerevoli annunci di libri che suggeriscono il miglior regalo editoriale per gli amici. Non è tutto: ispirata alla festa catalana, nel 1995 l’UNESCO dichiarò il 23 aprile come la Giornata internazionale del Libro e dei Diritti di autore.

Quest’anno Sant Jordi cadeva il sabato di Pasqua e con amici siamo finiti in una masia, la tipica casa antica della campagna catalana, di solito in pietra. Si dice che i calciatori del Barça usciti dalle giovanili sono «cresciuti alla Masia» per via dello stesso tipo di casa situata nelle vicinanze del “Camp Nou” e adattata a residenza per i giovani del club. La Masia di Can Planes (questo il suo nome completo) è un edificio storico dell’inizio del XVIII secolo che ospitava gli uffici del club. Il 20 ottobre 1979 venne inaugurata come residenza per i giovani grazie a un’illuminazione dell’altrimenti nefasto presidente Josep Lluís Núñez.

La “nostra” invece si trova nella Catalogna profonda, nella comarca del Berguedà e porta il nome di Can Roca.

Poco sole abbiamo visto nei due giorni e mezzo in cui siamo rimasti lassù,

ma improvvisamente al tramonto il cielo si è squarciato producendo inaspettati effetti di luce sui campi circostanti.

Per l’erba verdissima sembra quasi di trovarsi in Irlanda.

Non sono mancate le grigliate di agnello,

e della rinomata salsiccia locale (con anche qualche verdura).

Anche nel paesino vicino sembra che la crisi si faccia sentire.

La cittadina di Berga è la capitale della zona.

Sembra assurdo, ma proprio in questa piazzetta si svolga ogni anno per il Corpus la famosa Patum, la festa del fuoco di origine medievale conosciuta in tutta la Catalogna.

In televisione sembra molto più grande.

Qualcuno cerca di andarsene (o forse l’avrà già fatto?).

Anche qui i libri in esposizione.

E in un’altra piazzetta si balla la sardana, la danza tipica catalana che si svolge in circolo.

Prima della partenza, anche se siamo completamente fuori zona di influenza, il provetto cuoco di casa s’inventa una paella anche per utilizzare gli avanzi di questi giorni.

Un sentito ringraziamento agli amici che hanno organizzato l’escursione!

 

Comments

  1. elizuccia says:

    Vabbè dai… è proprio bella la Catalunya…. 🙂

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