18 April 2014

Avvicinamento alla capitale, l’Hotel Edén, un asado e l’elogio de las mollejas

Venerdì 6 aprile 2012

Si avvicina il rientro in Europa, ma c’è ancora tempo per godersi qualche momento interessante con amici sul cammino per Buenos Aires.

Un rapido passaggio per Mendoza e i suoi vigneti,

e come sempre un saluto agli amici della Colonia Caroya, fondata da friulani non lontano da Córdoba nel lontano 1878, con il suo lunghissimo viale alberato,

e le sue famose picadas, i taglieri con un antipasto di formaggio e soprattutto con i prelibati salumi locali famosi in tutta l’Argentina, la cui ricetta venne portata dai primi immigranti e trasmessa di generazione in generazione.

Vi si può anche gustare un ottimo frico, il piatto tipico friulano.

Da poco si è svolta la festa della Sagra, anche chiamata della Pisada de la Uva che detta così potrebbe essere interpretata in altro modo.

L’Hotel Edén alla Falda

Ci spostiamo con amici sempre nella provincia di Córdoba, nel villaggio de La Falda. Uno dei primi insediamenti fu un fantastico Hotel da 100 stanze e con 900 ettari, chiamato Edén, che venne costruito nel 1892 e che diede origine al villaggio e porto molti turisti della classe alta alla zona.

Soprattutto dopo l’acquisizione da parte dei fratelli tedeschi Walter e Bruno Eichhorn, nel 1912.

Addirittura Albert Einstein insieme ad altri scienziati visitò Edén nel 1925.

Le grandi possibilità economiche della famiglia Eichhorn la portarono ad appoggiare l’ascesa al potere di Adolf Hitler che gli fu sempre grato e a cui, si dice, avevano preparato una via di fuga nel caso le cose in Europa si fossero messe male.

Sembra che passarono di qui molti nazisti arrivati in America Latina dopo la Seconda Guerra Mondiale, come raccontato in un altro capitolo di questo viaggio.

Gli Eichhorn lo tennero fino al 1948, poi lo vendettero ma rimasero in paese. L’ultima padrona volle organizzare un casinò al suo interno ma il progetto fallì e la struttura cadde miseramente in rovina.

Negli ultimi anni il comune de La Falda si è preso in cura l’Edén e ha iniziato un difficile e lungo recupero, ma ora si può visitare con il suo pesante carico di fantasmi.

Il primo asado e l’elogio de las mollejas (timo)

Ci avviciniamo successivamente a casa di amici,

nella località semituristica di Villa Giardino (così, in italiano),

dove in mio onore viene organizzato un asado: in Argentina quando ti invitano a casa o sei ospite da qualcuno di solito si organizza una contundente grigliata di carne, una tradizione che reputo fantastica.

Si va alla ricerca della materia prima,

il macellaio è un personaggio,

si mette su la griglia,

sul far della sera.

Uno dei miei pezzi preferiti sono le mollejas, in italiano animelle, ovvero il timo, una ghiandola endocrina dei vitelli (poi viene riassorbita dall’organismo). Detta così non sembra molto attraente, ma vi assicuro che si tratta di una prelibatezza che anche nei ristoranti si paga quanto una bisteccone.

Da noi non è così comune, o forse solo in alcune regioni. Immagino che la differenza sta nel fatto che in Argentina ovviamente viene cucinata alla griglia, la superficie diventa croccante ma l’interno rimane morbido e mantiene il suo sapore estremamente delicato.

 

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