20 January 2017

La prima al “Friuli” con i lavori in corso

Mercoledì 4 settembre 2013

Purtroppo giovedì scorso il miracolo non c’è stato. Non solo, ma con lo Slovan Liberec schierato a protezione dell’1-3 dell’andata neanche si è visto lo spirito di una squadra in grado di ribaltare il risultato.

130829 Slovan-Udinese - Foto Alessandro Gori P1240011

L’abbiamo vista in un bar a Gemona, visto che Udinese Channel era saltato in tutta la Carnia a causa di un temporale. Un erroraccio in difesa (di Herteaux, autore di una prova pessima, ma anche del solito Kelava) ha permesso il vantaggio dei boemi. Il pareggio di Lazzari non è servito a molto e nella ripresa l’Udinese, che doveva fare almeno tre reti, è stata in grado di produrre solamente un tiro in porta, con Maicosuel. Troppo poco. Giustamente, l’Europa dell’Udinese è finita già ad agosto.

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Si dice che chi va in campo (e sbaglia i gol, come a Trieste) sono i giocatori, ma sicuramente una buona parte di responsabilità ricade sull’allenatore e il suo gruppo.

Non sembra essere una coincidenza che la squadra ha sbagliato tre qualificazioni in tre anni. Se la prima era contro l’Arsenal, le altre due squadre erano sicuramente alla portata (o di livello inferiore): l’anno scorso contro lo Sporting Braga era evidente che la preparazione fisica era stata completamente sbagliata.

Quest’anno è vero che l’abbiamo persa all’andata, ma sono anche evidenti le grosse lacune di concentrazione e di spirito di alcuni giocatori e la scarsa forma fisica di altri, pur se non paragonabile a dodici mesi fa.

Tant’è, quest’anno non c’è neanche il paracadute e siamo già fuori da un’Europa rincorsa con ansia in tutta la seconda parte di campionato nella quale l’Udinese si è resa protagonista di una fantastica cavalcata (otto vittorie consecutive) chiusasi con l’inattesa conquista del quinto posto e dunque dei preliminari di Europa League.

Per fortuna i Pozzo non hanno venduto nessuno negli ultimi giorni di mercato, conclusosi lunedì notte, ma sicuramente i contraccolpi psicologici ci saranno.

Con queste prospettive domenica ci siamo avvicinati alla prima di campionato in casa, contro il Parma. C’era molta curiosità per vedere i “lavori in corso” al “Friuli” che un giorno (chissà quando in verità) cambierà completamente faccia.

Moltissimi si sono lamentati della campagna abbonamenti, iniziata tardi (fine luglio) e con numerose sorprese non del tutto positive. La società ha esordito spiegando che visti i “lavori” allo stadio chiede pazienza ai tifosi. Nessun problema. Tuttavia, i lavori di cui sopra per ora riguardano solo lo spostamento del terreno di gioco verso la tribuna. Per quest’anno ci hanno trasferito in Curva Sud (da cui, come dalla Nord, già prima si vedeva pochissimo), con il campo allontanato, ma nel contempo ci hanno aumentato l’abbonamento. Lo stesso dicasi per i distinti.

È vero comunque che la tessera annuale rimane sempre molto economica. È anche evidente che la società non vuole ritrovarsi a raddoppiarne il prezzo in un colpo solo quando (quando?) ci sarà lo stadio nuovo.

Ma i modi, appunto, non sono piaciuti. Inoltre, il costo degli abbonamenti per i bambini è passato da una somma simbolica allo stesso prezzo di un abbonamento intero. Forse l’Udinese Calcio ha voluto eliminare alcuni abbonamenti parzialmente “passivi” (persone che non vengono sempre), ma così facendo si è sicuramente inimicata più di qualcuno.

È stata una sorpresa sapere che alcuni amici non hanno rinnovato l’abbonamento, tra l’altro quelli a parole tra i più “aziendalisti”, leggasi coloro che difendevano sempre e comunque l’operato della dirigenza e della famiglia Pozzo, a prescindere dalle loro azioni.

È da mesi che dall’Udinese si fa sapere che i lavori sono iniziati ma, come è noto, da maggio in poi le famose ruspe sono servite “solamente” a spostare il terreno di gioco a ridosso della tribuna. Ottimo. Peccato che si siano persi molti mesi nei quali si sarebbe potuto abbattere la Curva Nord e addirittura anche a iniziare il suo rifacimento. Invece, non solo non si è iniziato, ma sembra che non sia stato nemmeno emesso il bando per l’assegnazione dei lavori. È ovvio che le questioni burocratiche necessitano tempo, ma molti di noi sono perplessi sulla durata dei lavori.

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Tant’è, dopo ben quattro mesi di preparazione alla prima in casa ci avviciniamo alla Curva Sud e scopriamo che qui esistono solo due entrate con quattro tornelli in funzione (e altre due dalla parte opposta, a ridosso dell’entrata dei distinti). Assurdo! Non potevano trasferire qui quelli dismessi dalla Curva Nord? Ci attendono lunghe file (che stasera vengono parzialmente evitate aprendo almeno uno dei tornelli eliminando così il controllo).

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La prospettiva da questa parte sotto il Cosmo non ci è sicuramente familiare.

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In fase di campagna abbonamenti due dei nostri si sono premurati di venire allo stadio ad acquistare le tessere per tutta la banda in modo da avere posti vicini (altro aspetto patetico, dare in mano gli abbonamenti a una società come TicketOne, ovvero tabacchini eccetera che non hanno né il tempo di seguirti, né la più pallida idea di stadi e settori vari).

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All’entrata troviamo però alcuni nostri amici di Bordano, “condòmini” del famoso “baldacchino” da cui eravamo soliti guardare la partita a Nord (ormai desolantemente vuoto) e che hanno preso l’abbonamento nel settore speculare a Sud. Assisteremo al primo tempo da qui.

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Come annunciato, finalmente l’inno ufficiale torna ad essere lo storico Alè Udin (mentre il melenso Magica Udinese verrà fatto suonare a fine partita). Per questo nuovo “esordio” è presente anche il grande Dario Zampa che lo esegue di persona (e in spudorato playback).

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Qualcuno invoca,

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ma ci sono altre situazioni assurde. Una parte della Sud ospita i tifosi ospiti, in questo caso quattro gatti da Parma.

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Per evitare contatti con gli avversari, gli Ultras sono stati sistemati nei distinti,

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ma una fazione alternativa (e molto giovanile per la verità, qui in primo piano) cerca di spingere il tifo nella Sud.

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Per le solite assurdità derivate dalla famigerata Tessera del Tifoso (di cui abbiamo spesso scritto su questo sito), un altro sparuto gruppo di parmigiani appare da questa parte della Curva Sud, tra i tifosi friulani, circondato da inutili assistenti (steward).

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Ma come si fa?! Se si fosse trattato degli ultras di altre squadre sicuramente ne sarebbero usciti incidenti.

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Non ci voleva molto a pensarci… Solo dopo svariati, lunghissimi minuti viene presa la ovvia decisione di spostarli dall’altra parte della divisione,

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dove riappaiono insieme agli altri “quattro”. Inspiegabile. Per fortuna che hanno avuto quattro mesi per pensarci.

Mentre tutti questi dettagli ci distolgono l’attenzione da quanto succede in campo per fortuna Badu, oggi in gran forma, cerca e trova la rete del vantaggio, dicono la prima in A da quando è a Udine.

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Nell’intervallo cerchiamo i nostri posti anche se ci accomodiamo poco oltre, con una visione di tre quarti. Anche da qui il campo è lontanissimo.

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Alla fine c’è abbastanza gente, considerata anche la serata di fine estate e come l’Udinese ha giocato in coppa.

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Nella ripresa entra anche il Mago Maicosuel (con tanto di nome sulla maglia…), autore di una convincente (mezza) partita forse per la prima volta da quel famoso e strampalato rigore contro l’Arsenal.

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Dal suo cross la rete di testa di Heurtaux che, anche lui, cerca di riconciliarsi (almeno parzialmente) con il pubblico dopo la pessima prova di giovedì.

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I tifosi storici esultano in tutti i modi.

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Posteriormente scatta anche un inaspettato coretto “Mago, Mago”.

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Dopo il 2-1 di Cassano, quasi allo scadere arriva anche un rigore (inventato), trasformato da Muriel (Totò era già uscito).

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Applausi del pubblico,

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e la squadra ringrazia.

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Alla fine l’abbraccio tra il Capitano Di Natale e l’ex Felipe.

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Il Parma non era sicuramente un avversario pericoloso, ma è stato importante mettere i primi tre punti in cascina con davanti le due settimane di pausa per le nazionali.

Per il nuovo stadio vedremo cosa accadrà. Voi cosa ne pensate al riguardo?

 

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