19 January 2017

A Valencia senza biglietto. La città invasa per la finale della Copa del Rey

Mercoledì 20 aprile 2011

Spasimante attesa a Valencia per il secondo dei 4 Clásicos in programma, la finale di Copa del Rey che si disputerà stasera alle 21:30. La città levantina sta subendo un’invasione di circa 40mila tifosi, ripartiti in parti uguali tra le due squadre.

Senza contare quelli (come me) che sono venuti anche senza biglietto per star vicino alla squadra (alcuni amici mi hanno invitato e ho trovato un economico volo diretto da Trieste con Ryanair).

Mi era capitato anche con la finale di Champions di Parigi nel 2006: non è bello trovarsi nella città in cui si gioca una finale sapendo di non poter entrare allo stadio, ma almeno si soffre sul posto e in compagnia. Decidiamo comunque di andare nei dintorni dello stadio per vedere l’ambiente.

Sembrerebbe quasi impossibile riuscire a trovare un parcheggio nei viali alberati di Valencia, ma abbiamo fortuna.

È stata organizzata una zona per i tifosi del Barça a ridosso della nuova università di Valencia. Quelli del Madrid si riuniscono in un altro spazio.

All’entrata c’è anche una consulta per chiedere ai tifosi l’opinione dell’accordo con la Qatar Foundation che porterà nelle casse del club moltissimi soldi ma che “sporcherà” definitivamente la maglia blaugrana [si veda l’articolo al riguardo].

È ancora presto e lo spazio sta iniziando ad animarsi. Su un trespolo si vede un tipo con microfono che fa sapere a tutti le località di provenienza dei tifosi: qui sta parlando con un culé di Bilbao.

In uno dei maxi schermi passano le ultime novità sull’incontro ma la partita non verrà poi trasmessa in diretta qui.

Le tifose del Barça fanno bella mostra di sé.

Ci dirigiamo verso lo stadio, non lontanissimo dalla zona.

Una coppia anziana ma combattiva.

Nonostante la rivalità, in alcuni casi le due tifoserie si mescolano: nei bar

E per strada.

Poi dietro ai palazzi appare “Mestalla”,

la casa del Valencia,

È sicuramente uno stadio vetusto (qui i cavi della televisione fatti passare dietro la tribuna),

ma è sempre bello vedere un impianto in mezzo alla città.

Fanno impressione le gradinate ripidissime con il muretto divisorio.

A ridosso dello stadio sorge anche il bar del famoso Manolo del Bombo, il super tifoso della nazionale spagnola che la segue con il suo tamburo dovunque giochi. Era ovviamente presente al “Friuli” durante i Mondiali del 1990.

Dentro è una specie di museo,

con Manolo che spina birra.

Tifose, stavolta del Madrid.

Addirittura gente con la bandiera di El Salvador.

Lasciamo “Mestalla”.

Ritornando verso la zona dei tifosi, troviamo delle amichette divise dal tifo.

Dei sostenitori di Pinto, il portiere di coppa del Barça.

Ora l’ambiente è spettacolare.

Molti esprimono i loro sentimenti.

Nei concerti di intrattenimento i bengala si sprecano.

C’è qualcuno che si fa trasportare.

Manca poco all’inizio: stasera si aggiungerà una nuova coppa?

È ormai ora di dirigersi verso lo stadio, anche se noi prendiamo la direzione contraria.

Gli schieramenti sembrano essere pressoché decisi. Guardiola potrebbe avere un unico dubbio, se confermare Pedro (non ancora al massimo) o se invece schierare Keita a centrocampo facendo avanzare Iniesta. Puyol avrebbe recuperato dall’infortunio di sabato, ma verrebbe tenuto prudenzialmente a riposo: al suo posto come difensore centrale Mascherano, già provato in questo inedito ruolo a Donec’k. Villa è chiamato a una prova per riscattarsi dall’anemia che nelle ultime partite lo ha tenuto a secco. Confermato Pinto “il portiere di Coppa”. Come sempre la squadra viaggia in trasferta lo stesso giorno dell’incontro, a parte in Champions quando è obbligata a passare almeno una notte nella città ospite.

Mourinho dal canto suo sembra intenzionato a confermare il trivote che aveva già dato buoni frutti sabato scorso al “Bernabéu” con Pepe mediano aggiunto; stavolta toglierebbe Benzema per far posto al creatore Özil, con Cristiano unica punta e Di María a sostegno. Questo nonostante tutte le critiche che gli sono piovute da vari ambienti madridisti, tra le quali anche Alfredo Di Stéfano, leggenda del Madrid e suo Presidente Onorario.

Ieri in macchina avevamo ascoltato la conferenza stampa di Mourinho in cui faceva orecchie da mercante alle accuse: «Di Stéfano è una delle figure più importanti della storia del Real Madrid. Io non sono niente per la storia del Real Madrid, ma l’allenatore sono io e sono io a decidere come giocare».

Si dice che, come nella finale di due anni fa qui a “Mestalla” contro l’Athletic Bilbao, verrà sparato l’inno spagnolo a 120 decibel (lo stesso rumore prodotto dagli aerei) per evitare che si sentano gli inevitabili fischi nei confronti della famiglia reale.

 

Comments

  1. Elizuccia says:

    Ale….. ti stai ancora disperando da qualche parte? jejejejejeje….

    • si si, brava che come tutta la famiglia sei parte dei nemici.
      non finisce qui. la liga l’avete persa e vedremo come va la champions.
      mercoledi’ saro’ al bernabeu…
      baci,
      a

  2. mitico el bombo!
    ho conosciuto il suo locale qualche mese fa dopo una partita di champions valencia rangers … il suo bar è un vero e proprio museo e tra i cimeli appesi abbiamo trovato anche un articolo del Messaggero veneto che parlava di lui durante i mondiali del ’90 …

    così, tanto per non parlare del partido!
    vamos a ganar la champions!

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