17 September 2014

Riassunto di una stagione fantastica. Preliminari di Champions: e ora?

Mercoledì 25 maggio 2011

Dopo una fantastica stagione l’Udinese si è meritatamente qualificata per i preliminari di Champions (e non per la Champions vera e propria come qualcuno forse pensa). Con la scusa di scrivere per questo sito è rimasta traccia dell’intera stagione bianconera. Cliccando qui si trova il racconto completo dell’annata con emozioni, delusioni, paure ed esaltazione che hanno costellato il campionato 2010/11 dei friulani.

L’articolo iniziale si trova alla fine di quella pagina; per passare a quella successiva bisogna cliccare su “articoli più recenti”, sempre in fondo alla pagina.

Il primo degli articoli era un ringraziamento a Totò Di Natale per essersi fermato in Friuli di fronte alle offerte della Juventus. L’inizio era stato disastroso con le prime 4 sconfitte consecutive e trovandoci ultimi a 1 punto dopo 5 partite, complici anche una preparazione  complicata, con un nuovo allenatore e ben 9 giocatori reduci dalle fatiche del Mondiale sudafricano.

Francamente non mi aspettavo una stagione del genere: sintomatico il titolo dopo la prima di campionato (0-1 dal Genoa), “Si profila una nuova stagione di rabbie”; peggio ancora la seconda in casa, 0-4 subìto dalla Juventus (chi l’avrebbe detto che la ex Vecchia Signora sarebbe arrivata sotto di noi?).

La scossa: la prima vittoria in casa (1-0 al Cesena), basilare per il recupero, con una rete di Benatia al 93’, le 4 vittorie consecutive (alcune vissute da lontano attraverso gli sms), la caduta di Catania, il 4-0 in casa con il Lecce condita dalla tripletta di Totò, gli alti e bassi, l’altra importante vittoria contro la Fiorentina dopo essere passata in svantaggio, la sconfitta con la Lazio all’ultimo minuto.

L’esaltante striscia positiva: le vittorie contro Chievo in casa, il 2-4 al Genoa a “Marassi”, la stupida eliminazione dalla Coppa Italia, il 4-4 a “San Siro” con la capolista Milan, il partitone contro l’Inter vissuto in Africa, e il trionfo contro la Juventus a Torino.

Il mio ritorno al “Friuli” è coinciso con uno scialbo pareggio contro il Bologna anche per l’inizio dei problemi fisici del Niño, ma si trattava di “Un punto guadagnato”; tre giorni dopo le 100 reti di Totò in A con l’Udinese (2-0 alla Samp) e la salvezza già a febbraio e l’esaltante trasferta con i 3mila friulani a Cesena.

Si è poi inserito il progetto per il nuovo stadio “Friuli”, l’occasione sprecata in casa contro il Brescia (0-0, ancora senza il Niño). Le partite seguite nuovamente a distanza via sms, lo 0-7 al Palermo, il soffertissimo 1-0 al Bari e lo 0-4 di Cagliari con la conquista momentanea del primo quarto posto.

Di nuovo al “Friuli” per la complicata vittoria contro il Catania che ci lasciava a soli 6 punti dalla capolista, la doccia fredda a Lecce con la sconfitta che poneva fine a 13 risultati utili consecutivi. Era l’inizio del secondo periodo nero dei bianconeri con 4 sconfitte in 5 partite: l’assurda partita contro la Roma (1-2) dopo la quale molte nostre convinzioni iniziavano a vacillare, seguita però dalla memorabile impresa di Fuorigrotta (1-2 al Napoli) senza i due piccoletti e con Inler che non esultava dopo la sua rete. Poi di nuovo la discesa: l’inopinata sconfitta in casa contro il Parma e la débacle di Firenze (5-2).

Ma la reazione dei ragazzi di Guidolin con lo sprint finale è stata bellissima: la fondamentale e soffertissima vittoria contro la Lazio al “Friuli” che permetteva di superare nuovamente i biancazzurri al quarto posto, la festa della seconda trasferta con i 4mila a Verona contro il Chievo e l’apoteosi finale contro il Milan in casa.

Grazie ragazzi!

Preliminari Champions: e ora?

Come si diceva, il quarto posto significa solamente il diritto al preliminare di Champions. Anzi, sarà difficilissimo avere accesso alla fase a gironi della massima competizione continentale.

Con la riforma del sistema voluta da Platini per consentire la partecipazione anche delle squadre provenienti da campionati meno blasonati, nel sorteggio del 5 agosto l’Udinese verrà inserita nell’urna insieme a veri e propri squadroni dell’Europa calcistica che conta. Nonostante i quarti di finale di UEFA di un paio di anni fa, i friulani non saranno testa di serie. Chi potrà essere l’avversario? Uno tra Bayern, Arsenal, Villareal (probabilmente senza Pepito Rossi, dato al Barça), quasi sicuramente Olympique Lyon e Benfica (se riuscirà a passare indenne dai pre preliminari). Finita qui. Ossia, durissima. Alcuni giocatori dicevano di sperare in Bayern o Arsenal, ma io volerei basso: l’ideale sarebbe ovviamente il Benfica. Speriamo nella clemenza del sorteggio. L’andata si giocherà il 16-17 agosto e il ritorno una settimana dopo. Prepariamoci per la trasferta.

Certo l’Udinese si presenta in condizioni molto diverse dal 2005/06 quando l’allenatore che aveva conquistato il quarto posto, Luciano Spalletti, se ne andò a sorpresa alla Roma lasciando la società in braghe di tela. Il pessimo Serse Cosmi, che riuscì comunque a superare i preliminari contro l’ostico Sporting Lisboa, non era sicuramente all’altezza del compito.

Il ritiro è stato fissato per inizio luglio ad Arta Terme. Quest’estate ci sarà anche l’incognita della Copa América che si disputerà in Argentina dall’1 al 24 luglio e nella quale saranno impegnati Sánchez, Isla, Armero, Zapata (e Cuadrado?). Speriamo le loro nazionali escano subito.

Il mercato

Secondo me è possibile riuscire a superare il turno e toglierci qualche soddisfazione, ma sarà fondamentale sapere cosa succederà nelle prossime settimane di mercato che saranno sicuramente molto convulse. Cosa vorrà fare Pozzo?

Qualche indicazione è uscita durante la festa di lunedì scorso in piazza Libertà [a cui si riferiscono le foto scattate dall’inviato di questo sito a Udine: grazie a LR].

Divertente il duetto del Paròn con Sánchez: chiamato dalla folla, Pozzo ha chiesto al Niño se rimaneva un altro anno e il cileno, di solito parco di parole, ha prontamente risposto «dipende da te!».

Infatti Pozzo ha dichiarato ufficialmente che vorrebbe tenersi il Niño un altro anno, e stranamente sembrava sincero, ma chissà se è così. Se fosse vero, dipenderà dalla volontà del giocatore (e soprattutto dal suo rappresentante): in effetti considerando che il giovane cileno è esploso solo a stagione iniziata, potrebbe usare l’Udinese in Europa per la sua definitiva consacrazione invece di rischiare di bruciarsi in una grande squadra; certo è che rinunciare alle allettanti offerte sia per la società che per il calciatore non è da tutti, soprattutto conoscendo Pozzo. Lo spessore dell’Udinese 2011/12 dipenderà molto dalla permanenza o meno del Niño, sicuramente fondamentale per mantenere alta la qualità della squadra.

Sembra che attualmente le piste principali per la vendita del cileno siano due: il Manchester City di Mancini (e soprattutto dello sceicco Mansour) con offerte intorno ai 35-40 milioni di euro, e dell’Inter, che oltre ai soldi (pochi) vorrebbe includere anche una contropartita tecnica (comproprietà varie, tra cui quella del fantasista uruguayo Gastón Ramírez, 20enne attualmente in forza al Bologna). Speriamo di no.

In varie interviste lunedì Pozzo ha anche confermato che non vorrebbe cedere più di due elementi, facilmente identificati come Inler e Zapata; il colombiano andrebbe in Premiership, mentre si sa da tempo che Inler è destinato al Napoli (si ricorda appunto la non esultanza sul suo gol ai partenopei), con De Laurentiis che offrirebbe soldi e la seconda metà di Denis (per farci cosa?!). Se si limitasse a questo saremmo contenti, potendo mantenere invece giocatori fondamentali come il Niño, Handanovič, Asamoah, Isla, Benatia…

L’altra incognita riguarda gli acquisti. Da tempo da questo sito si chiede che Pozzo oltre alla genialità di scovare giovani e sconosciuti talenti, acquisti anche qualche elemento già consolidato (senza svenarsi) per irrobustire la squadra.

Molti giocatori di proprietà dell’Udinese sono stati parcheggiati nel Granada, società satellite della famiglia Pozzo, rilevata quando militava nella Terza Divisione spagnola. Dopo la promozione in Seconda, nei prossimi giorni gli andalusi si giocheranno l’accesso alla Liga attraverso i play off. Se ci riuscissero, si tratterebbe di due promozioni in due anni. Questa sera l’Udinese giocherà un’amichevole proprio a Granada per festeggiarne l’80° della fondazione.

Dalla Serbia ieri davano per certo l’arrivo di Željko Brkić, 25enne portiere della Vojvodina di Novi Sad e secondo di Vladimir Stojković in nazionale (ha giocato però le ultime partite); speriamo sia il successore di Handanovič solo in prospettiva…

Acquistato già da mesi il 27enne difensore Danilo dal Palmeiras (come probabile sostituto di Zapata) e il centrocampista offensivo Under 21 Diego Fabbrini dall’Empoli (in comproprietà), servono comunque un altro difensore, un centrocampista e soprattutto un attaccante di peso. Un nodo fondamentale riguarda infatti le punte: Denis (vedi sopra) e Corradi (dato in partenza) sono dei mezzi giocatori sui quali non si può fare affidamento in chiave europea; dicono che Floro Flores non tornerà a Udine, meglio così, ha fatto il suo tempo.

Da risolvere la comproprietà di Candreva con il Parma, ma non sembra che arriverà a Udine. Ci sarebbe anche Barreto (anche lui in comproprietà con il Bari?), come vice Sánchez ma l’originale è molto meglio.

Se potessi scegliere un nome di una punta (senza sapere ovviamente se ci sono le condizioni), mi orienterei su Robert Acquafresca: giovane, voglioso di riscatto dopo una stagione altalenante, centravanti da doppia cifra.

Il nuovo “Friuli”

Per ultimo rimane il nodo del nuovo stadio. Durante i festeggiamenti più di una volta Pozzo ne ha parlato come un progetto prioritario, alla presenza del sindaco Honsell che ha confermato l’impegno del Comune.

Secondo le indiscrezioni uscite ieri, anche a causa delle partite di coppa non sarà possibile iniziare le prime demolizioni prima di dicembre-gennaio, in occasione della pausa europea. Intanto mancano ancora passi importanti tra società e comune e non si è ancora capito quale sarà il progetto.

 

Comments

  1. endria™ says:

    … è stato molto bello seguire la stagione su questo blog in compagnia di tanti altri lettori seri, preparati e motivati…

    Grazie Ale e per questo post anche grazie all’ottimo paparazzo LR ;-)

  2. ale Campi says:

    Intanto il Real Madrid, nella persona di Florentino Perez, solleva dall’incarico di direttore generale Jorge Valdano. Per chi conosce che cosa rappresenti Jorge Valdano nel calcio mondiale è un orribile segno di quale sia la direzione che sta prendendo una grande società quale è il Real Madrid, una società che come poche altre, ha sempre ricercato il massimo risultato sportivo senza mai pregiudicare quello che in Spagna chiamano “estilo” o “imagen del club”. Valdano, ex calciatore, scrittore, amante del “calcio di sinistra”, come lui stesso definisce quel particolare approccio, anche romantico e quasi in chiave artistica, al gioco più bello del mondo, è soggetto atipico nel panorama del calcio. La sua presenza in una grande squadra come il Real garantiva un certa continuità coi valori che fecero grande il club e con un grande del passato come Di Stefano, profondo amante di tutto ciò che il Real ha rappresentato dentro e fuori la “cancha”
    La scelta di Perez, sicuramente determinata dalla disperazione della netta inferiorità nei confronti dell’eterno nemico Barcelona, inserita nel solco del risultato ad ogni costo, anche a quello di perdere l’anima, l’anima calcistica di un grande Real. E la scelta di concentrare ogni potere nelle mani di Mou conferma quanto appenda descritto.
    La mia preferenza nella disputa Real-Barca è da sempre sbilanciata in favore dei Catalani, ma provo ammirazione per quei madridisti che vivono il momento del loro club con profondo disagio e ricordando quanto dichiarato nei giorni scorsi da Javier Marias, scrittore da sempre di fede madridista, il quale ha dichiarato di “essere disgustato dall’immagine che Mourinho sta dando del mio Real”.
    Mandi

  3. parole sante di ale campi…

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