19 January 2017

La Serbia silura Antić e ingaggia Pižon

Giovedì 16 settembre 2010

Ieri la Federazione Serba di Calcio (FSS) ha risolto il contratto con Radomir Antić. Questa decisione è arrivata dopo una lunghissima e pessima sapunica (così sono conosciute le telenovelas o soap opera in Serbia) durata parecchie puntate.

Dopo l’entusiasmo seguito alla qualificazione ai Mondiali 2010 (primo posto nel girone, davanti alla Francia), la FSS aveva proposto un congruo aumento dell’ingaggio di Antić. Sappiamo poi com’è andata la disastrosa spedizione sudafricana: eliminazione da veri polli al primo turno per l’inopinata sconfitta con l’Australia (1-2), cui era anche seguita una squalifica di quattro turni per il selezionatore per gli insulti rivolti all’arbitro.

Se voleva licenziare Antić, il Presidente della Federazione Tomislav Karadžić poteva farlo subito dopo i Mondiali, ma ha tentennato, forse anche ostaggio dell’oneroso contratto. Antić è dunque rimasto alla guida della nazionale nella pessima amichevole agostana persa (0-1) contro la Grecia, che ho visto in un bar nell’enclave di Gračanica in Kosovo:

Ha poi iniziato (anche se non in panchina, vista la squalifica) le qualificazioni per gli Europei 2012: vittoria 0-3 alle isole Fær Øer e insipido pareggio in casa contro la Slovenia (1-1). Ieri la decisione di Karadžić.

L’estate scorsa a Niš, come nelle altre città serbe, campeggiavano ancora degli immensi poster che inneggiavano ad Antić, ovviamente risalenti a prima dei Mondiali.

Pižon

Al suo posto è stata chiamata una gloria del calcio serbo, jugoslavo e della Crvena Zvezda, Vladimir Petrović Pižon, sopraffino centrocampista, capitano dei biancorossi a cavallo degli anni Settanta e Ottanta e quarta Zvezdina Zvezda (la “Stella della Stella”, un riconoscimento dato solo ai grandissimi che hanno vestito quella maglia). Con la Zvezda, Pižon giocò oltre 500 partite (257 di 1. Liga) vincendo quattro campionati jugoslavi e una Coppa del Maresciallo Tito. Nel 1979 raggiunse anche la (doppia) finale di Coppa UEFA, persa (ovviamente) contro l’allora fortissimo Borussia Mönchengladbach di Berti Vogts. All’andata terminò 1-1 al “Marakana”, con gol di Šestić nel 1t e sciagurata autorete di Jurišić nel 2t.

1-0 il ritorno in Germania, rigore del Pallone d’Oro Allan Simonsen al “Rheinstadion” di Düsseldorf). Pižon giocò poi con Arsenal, Antwerp, Brest, Standard Liège e Nancy.

Successivamente, iniziò come assistente nella gloriosa Zvezda Campione d’Europa 91, per poi continuare nello stesso club come allenatore nel 1996/97: lo intervistai allora, subito dopo la fine dell’embargo (che era anche sportivo), nel suo ufficio dentro il “Marakana” alla vigilia di un’indimenticabile ritorno di Coppa Coppe Stella Rossa-FC Barcelona [citato anche in AleMondiaAle].

Pižon aveva tra le mani una nidiata di giovani virgulti, ovviamente venduti pochi mesi dopo, tra i quali spiccava anche Deki Stanković. Allora mi raccontò: «Stanković è ancora molto giovane, sta giocando in prima squadra da un anno e mezzo ed è stato il più giovane giocatore a debuttare in prima squadra, a 16 anni, prima anche di me, Džajić o Šekularac. Ora per lui è importante acquisire esperienza, ma sono sicuro che già dal prossimo anno sarà tra i migliori Under 21 europei. Jovičić, 23 anni, è un giocatore potente con grande cuore ed è il miglior goleador della Zvezda: anche per lui penso che se andrà in una grande squadra potrà fare una buona carriera. Perica Ognjenović ha 19 anni ed è in questo momento il miglior dribblatore in Jugoslavija, anche se alcune volte gioca per sé stesso: per questo sono costretto a cambiarlo spesso, soprattutto nelle partite di coppa in cui siamo costretti a conseguire assolutamente risultati».

Petrović ha poi allenato varie squadre, tra le quali la nazionale cinese, il Dalian Shide (con cui ha vinto campionato e coppa cinese) e la nazionale U21 serba (con la quale ha raggiunto la finale dell’Europeo di categoria 2004). Nel 2009/10 aveva ripreso in mano le redini della Stella Rossa con cui stava sviluppando un buon gioco lanciando anche bravi giovani. Il 21 marzo scorso, proprio mentre mi trovavo a Niš a un matrimonio di un amico, la Zvezda perdeva in campionato contro il Metalac (2-1) e il Presidente Vladan Lukić (a sua volta ex grandissimo e sprecato talento) lo ha inspiegabilmente licenziato. Aveva iniziato questa stagione con il Timişoara, fino alla chiamata di Karadžić.

I prossimi impegni della Serbia saranno l’8 ottobre in casa contro l’Estonia e il 12 a Genova contro l’Italia.

Comments

  1. ehi..ho trovato nei filmati di youtube un crvena-barcelona dell’82 finita 2-4. Primi 2 goal di tal diego maradona, 22enne: il primo di testa su calcio d’angolo sul primo paolo(?), il secondo da centrocampo in contropiede con pallonetto clamoroso dal limite dell’area…e il pubblico serbo in piedi che applaude.
    vabè.LR

  2. Mi piace quel poster del mister Antic a Nis… se ci fosse qualche buona trattoria nelle vicinanze sicuramente andrei a visitare questa interessante citta` :))

    • alessandrogori says:

      ducibe, hai letto tutto il blog in un pomeriggio?!?
      hai avuto ferie dalla scuola e da anja?
      eh, anch’io la visiterei quella citta’…
      a

Trackbacks

  1. Azzurriamo ha detto:

    […] Vai alla Fonte […]

  2. […] segnava l’esordio in panchina di Vladimir Petrović Pižon [si veda la storia su questo blog] e non poteva andare peggio. La Serbia ha ora 4 punti in 3 partite, frutto di una misera vittoria […]

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