20 January 2017

Clásico #1: erba alta, un rigore (fischiato) a testa e tutti contenti

Lunedì 18 aprile 2011

Il primo dei 4 Clásicos andato in onda sabato sera al “Bernabéu” è terminato 1-1, lasciando entrambe le squadre in qualche modo vincitrici. Le due reti sono arrivate da altrettanti rigori, trasformati da Messi e da Cristiano che hanno così superato il loro maleficio rispettivamente contro le squadre allenate da Mourinho e contro il Barça; l’arbitro non ha fischiato un altro evidentissimo rigore su Villa. I catalani hanno dominato l’incontro a livello di gioco e i blancos hanno saputo raddrizzare un incontro che stavano perdendo in 10 uomini.

Mourinho ha sorpreso (in negativo) per l’ennesima volta lasciando in panchina la qualità di Özil e schierando oltre ai 4 difensori e 2 mediani anche il mastino Pepe per disturbare l’azione di Messi a centrocampo: è il cosiddetto trivote, insieme a Khedira e a Xabi. Con questo schieramento mai il portoghese ha dato l’impressione di prender l’iniziativa per cercare di accorciare le distanze nella Liga. L’unica strategia era cercare di fermare lo strapotere del Barça mandando poi palloni lunghi nel vuoto sperando che Cristiano o Benzema li intercettassero per partire come razzi in contropiede.

Ma la sorpresa più grossa è arrivata prima della partita: per frenare il gioco dei peloteros del Barça Mourinho non aveva fatto bagnare il terreno né aveva fatto tagliare l’erba del “Bernabéu”, che risultava più alta del solito. Era già capitato una volta a “Stamford Bridge” (allora vinse il Barça 1-2). Neanche nelle categorie inferiori si vedono cose simili, un club e una squadra del blasone del Real Madrid e che dice di voler vincere tutto che si abbassa a certi trucchetti, con il risultato che anche i suoi giocatori ne hanno subìto le conseguenze.

Non è servito a molto. La prima mezz’ora è stata insultante: circa 80% di possesso palla per il Barça, con i catalani a fare il rondo a piacimento nella metà campo del Madrid, giocando al “Bernabéu”. Cosa avranno pensato i soci del Madrid? Alla fine della partita le percentuali sono state comunque 76-24 per i blaugrana.

Guardiola schierava la migliore squadra possibile, con la novità di Puyol in campo a sorpresa dopo 3 mesi di assenza, ma il Capitano si è nuovamente infortunato. Purtroppo Villa è in condizioni preoccupanti, non vede proprio la porta (anche se è stato protagonista dei due rigori, sia quello fischiato che l’altro), mentre Pedro non è ancora tornato al massimo della condizione. Per mercoledì si ripropone il problema del centrale difensivo: fuori di nuovo Puyol, quasi sicuramente Guardiola si arrischierà a sostituirlo con Mascherano per lasciare a metà campo Busquets, elemento troppo importante per gli equilibri della squadra (lo si è visto quando il centrocampista di Ciutat Badia è dovuto arretrare a centrale dopo l’infortunio di Puyol).

La partita non è stata esaltante come ci si attendeva, con poche occasioni (rispetto al solito) da entrambe le parti. Nel primo tempo Messi è riuscito a crearne due: nella prima pescato da Iniesta (quasi) solo davanti a Casillas ha tentato senza successo un pallonetto; successivamente si è portato dietro 5 avversari ma il tiro teso è stato fermato dal portiere. Lo stesso Casillas aveva nettamente atterrato Villa in area ma l’arbitro non ha concesso un rigore sacrosanto. Sull’altro fronte, sul finire del tempo una schiacciata di testa di Cristiano è stata salvata sulla linea da Adriano. All’inizio della seconda frazione Cristiano aveva colpito il palo in una delle sue insidiose punizioni ma al 51’ il Barça è passato grazie a un rigore trasformato da Messi (49 reti, 30 nella Liga) dopo che Albiol aveva preso per il collo e atterrato Villa: ovvia anche l’espulsione del difensore.

Dimostrando uno dei suoi limiti (la mancanza di cinismo), il Barça a quel punto non ha saputo risolvere la partita sullo 0-1 e un giocatore in più. Sarebbe riuscito a mettersi definitivamente la Liga in tasca, ma anche con 8 punti (più la differenza reti) a 6 partite dalla fine può considerarsi tranquillo.

Paradossalmente in 10 il Madrid ha giocato meglio, anche e soprattutto dopo l’entrata di Özil tanto atteso come il terreno del “Bernabéu” aspettava di essere bagnato. Poi Mourinho ha addirittura tolto Xabi Alonso, elemento fondamentale a centrocampo mantenendo però Pepe.

Nervosismo in campo quando Messi ha scaraventato il pallone verso i cartelloni pubblicitari, ed è stato poi affrontato da Pepe. Prima del pareggio c’è stato ancora tempo per una traversa esterna di Xavi e per qualche tiro non pericoloso di Villa. Poi dentro anche Adebayor a fare da centravanti boa e il premio per il Madrid: un rigore molto dubbio per un’entrata di Alves su Marcelo, trasformato da Cristiano.

Alla fine tutti contenti, il Barça perché ha mantenuto le distanze e ha comunque dimostrato la sua superiorità. Il Madrid perché non ha perso contro la capolista (già un record visti i risultati degli ultimi tempi) e soprattutto ha rimontato un risultato avverso in dieci uomini. Una vittoria di Pirro, visto che così ha perso (quasi) definitivamente la Liga rinunciando a giocare a calcio fin dall’inizio. Ieri il portoghese ha ricevuto le critiche anche dai giornali di Madrid, normalmente tanto faziosi come quelli di Barcelona. Tra l’altro, As scriveva: «Si è visto l’atteggiamento di una piccola squadra che arriva al “Bernabéu” spaventata dall’ ambiente e dal rivale. Un grave errore quando si tratta invece del Real Madrid e il “Bernabéu” è casa tua».

Ma questo è stato solo l’aperitivo delle sfide ben più importanti che ci aspettano nei prossimi giorni. Mercoledì a “Mestalla” (con l’erba tagliata e bagnata) ci si gioca un trofeo in una partita secca e successivamente la doppia semifinale di Champions. Vedremo se anche nelle prossime Mourinho giocherà solamente a contenere.

Saremo presenti a Valencia, anche senza biglietto.

In conferenza stampa ennesima sceneggiata di Mourinho. Prima non ha voluto rispondere alle domande poste dai giornalisti che il giorno prima erano usciti dalla sala stampa per protesta nei suoi confronti [si veda l’articolo al riguardo]. Poi il portoghese ha caricato contro l’arbitro: da settimane veniva dicendo che gli sarebbe piaciuto per una volta giocare in 11 contro 11, ma anche stavolta un suo giocatore è stato (giustamente) espulso. Era già capitato con l’Inter (espulsione di Thiago Motta) e due volte con il Chelsea (prima Drogba e poi Del Horno). Ovviamente nessun accenno al rigore netto su Villa del primo tempo, non oso immaginare a parti invertite …

Nel piccolo derbi delle terre (almeno parzialmente) di lingua basca, l’Athletic Bilbao ha sconfitto in trasferta l’Osasuna per 1-2 ed è ritornato in zone europee: ora è quinto a 48 punti, 2 sopra Sevilla e Atlético e a 3 dall’Espanyol. Rete decisiva del giovane Muniain [si veda la storia su di lui], originario proprio di Pamplona e per questo insultato a più riprese dal pubblico.

 

Comments

  1. l’ho vista a sprazzi su internetta, in effetti quando ho visto le statistiche di possesso palla un pò di imbarazzo per i madrilisti l’ho provato.
    mou ce l’ha dura, un conto è fare il suo show quando hai la squdra più forte, un conto è quando c’hai il barca tra i piedi, che in questi anni è la peggio cosa che ti può capitare se alleni una squadra di calcio.
    devo dirti però che, dando atto che a livello calcistico sono un altro pianeta, l’atteggiamento che ho visto contro l’inter l’anno scorso e a tratti contro l’arsenal all’andata, ovvero gli unici momenti in cui han trovato una squadra che li ha messi in difficoltà, non è molto diverso dalle squadre medie del pianeta, ben esemplificato dalla sceneggaita di busquez (era lui?) che ha portato all’espulsione di t.motta e dagli idranti azionati a fine partita con l’inter che festeggiava in campo. ecco, la squadra che gioca il calcio del futuro certe scene potrebbe risparmiarsele.

    • bentrovato fii,
      si, gia’ avevamo commentato che la storia degli idranti e di busquets erano stati episodi non degni del club o comunque deprecabili.
      ma si tratta di episodi appunto. qui con quel portoghese e con il madrid stiamo andando avanti con le stesse manfrine e gli stessi attacchi da tempo, e per fortuna che (quasi) nessuno cade nel tranello di rispondere per le rime come (alcune volte) sarebbe il caso…
      stasera non sara’ comunque facile, soprattutto a una finale chissa’ cosa puo’ succedere.
      io sono qui (fuori)!
      ziv,
      a

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