20 January 2017

In attesa del volo

Joburg, giovedì 1 luglio

Subito dopo aver risolto il problema dei biglietti (e tutti gli altri) finalmente ci si rilassa. Per la gioia di Alberto Papito proprio a Sandton troviamo per caso un “Bar Argentino”, in cui servono anche la “Quilmes” (anche se per il resto non ha molto di latinoamericano).

Mentre beviamo un caffè, passano di qui una sarabanda di suoi connazionali. Quando uno o più argentini si ritrovano si mettono sempre a discutere di calcio; in questo periodo il gioco è cercare di indovinare la formazione per la partita successiva. Anche se non si conoscono, si cercano, propongono nuove soluzioni, si scambiano le ultime notizie o voci, ascoltate da fonti più o meno attendibili.

Chi sceglierà il Diego? Formazione che vince non si cambia, con la stessa che ha eliminato il Messico? Lascerà fuori Verón (speriamo di sì!)? E Maxi? Metterà Pastore a metà campo? Giocherà con el doble cinco? E in questo caso, chi farà entrare, Bolatti? Ognuno ha una propria risposta.

La preoccupazione dell’ultima ora è che sembra che oggi Messi non si sia allenato per un raffreddore, per cui è già scattato l’allarme.

Nel tardo pomeriggio ci dirigiamo verso l’aeroporto “Tambo” (è la terza volta che ci passo). Si rivede di nuovo la grande sala centrale con il pallone che avevo visto al mio arrivo, ormai varie settimane fa.

Anche qui ci sono personaggi che cercano di piazzare i biglietti proprio per le partite che avevo anch’io e mi rendo ancor più conto della fortuna che ho avuto questa mattina.

In aeroporto ci vedono anche  gruppi di brasiliani che vanno a Durban, dove domani giocheranno l’altra semifinale bollente, con l’Olanda.

Stiamo finalmente arrivando a Cape Town.

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