20 January 2017

Totò stellare e l’Udinese vola

Lunedì 15 novembre 2010

Ieri pomeriggio al “Friuli” abbiamo rivisto lo straordinario Totò della scorsa stagione: tripletta del Capitano, rete di Floro Flores, 4-0 sul Lecce e per una volta ci siamo divertiti anche noi!

Dopo due partite per così dire non molto fortunate in quattro giorni (contro Cagliari e Catania, un punto totale), l’Udinese era attesa a una prova di carattere.

Un amico è venuto allo stadio con noi e posso confermare che l’opzione Bonus funziona: invitare qualcuno a vedere la partita nel tuo stesso settore a un euro (sono esclusi gli incontri con Inter, Juventus e Milan). In coda, sopra la biglietteria si vedeva questo cartello:

Anche se poi in Curva Sud i tifosi salentini si potevano contare sulle dita di poche mani.

Ormai, per fisime altrui e per circostanze varie, capita di arrivare prestissimo allo stadio. La prima operazione è controllare chi fa riscaldamento sotto lo sguardo vigile di Guidolin per sapere quali saranno i titolari, già prima dell’annuncio delle formazioni.

Bello rivedere nuovamente lo sventolio di bandiere in curva; in epoche (recenti) erano state bandite dallo stadio, almeno il nostro.

Entusiasmo tra gli ultras (e non solo): vista la squalifica, Giampiero Pinzi, oltre 200 partite con l’Udinese, è venuto a vedere (si fa per dire) la partita in curva. Bravo!

Nel resto dello stadio le solite presenze.

Come punta lunga, Guidolin ha scelto Floro Flores (lasciato invece in panchina a Catania) e al posto di Pasquale ha schierato Armero: dinamicissimo, il colombiano ha giocato un numero altissimo di palloni, sprecandone vari.

Sull’altra panchina un altro ex, Gigi De Canio, ma nessun coro per lui.

La partita è iniziata subito bene, con un lampo di Totò lanciato da Sánchez, ma il portiere Rosati è riuscito ad anticiparlo approfittando di un suo momento di indecisione.

Poco dopo, al 10’, il Capitano inaugurava la sua straordinaria prestazione: di nuovo assist del Niño e, quasi dalla stessa posizione, Totò scartava il portiere volando a fare l’aeroplano quando la palla non aveva ancora oltrepassato la linea della porta.

Si vedeva finalmente l’Udin spumeggiante, guidata da un Niño trequartista stratosferico.

Il secondo sigillo al 24’: cross di Sánchez dopo una serie di finte, respinta di un difensore con Totò che di prima intenzione ribatteva in rete, palla nel sacco ed esultanza verso l’altro lato della curva.

In una delle sue numerose incursioni, Armero assistito ancora dal Niño si trovava praticamente da solo davanti al portiere ma sparacchiava altissimo.

Al 40’ terza rete di Di Natale, grazie a una palla spizzata di testa da Floro addirittura su rinvio di Handanovič, ed ennesimo momento di esaltazione in curva.

Di Michele (due campionati con i bianconeri), un ex non certo rimpianto da queste parti, aveva il dente avvelenato e moriva dalla voglia di segnare contro l’Udinese.

Si andava al riposo con la partita già quasi vinta; il Lecce non pervenuto.

Subito all’inizio del secondo tempo una traversa di Armero che, come sempre quando le azioni si svolgono nella porta lontana, noi in Curva Nord non siamo riusciti a vedere. Poi, già al 55’ la quarta e ultima rete: di Floro Flores, in fuorigioco, su assist dello stesso colombiano.

La partita finiva praticamente qui,

con festeggiamenti sugli spalti.

Anche se nessuno nel nostro settore è riuscito a capire come mai, a risultato acquisito, Guidolin non abbia fatto entrare subito nessuno dei panchinari che non giocano spesso (Denis, Corradi, ma anche Badu o Cuadrado).

Solo al 69’ Angella sostituiva Domizzi, infortunato.

A 5 minuti dalla fine usciva anche Di Natale giustamente omaggiato dal pubblico. Con questa tripletta Totò è salito a quota 107 reti in A, di cui 89 con la maglia dell’Udinese (104 includendo anche coppe varie): il traguardo dei cento gol nella massima serie con i bianconeri è ormai dietro l’angolo.

Poi nel recupero la ciliegina sulla torta:

rigore per il Lecce per un fallo su Jeda; ovviamente sul dischetto andava Di Michele alla ricerca dell’agognata rete della rivincita:

Ma Handanovič compiva l’ennesimo miracolo bloccando il tiro dell’ex beccato dal pubblico («Come Iaquinta, Di Michele sei come Iaquinta…» si sentiva cantare).

Dopo quelli parati Eto’o e Barreto, è già il terzo rigore fermato dal portiere della nazionale slovena, che dopo mesi di indecisioni sulle uscite è tornato a trasmettere sicurezza a tutta la difesa.

Alla fine entusiasmo e ringraziamenti con i giocatori lanciati verso il pubblico

E lancio della maglia sotto la curva (perché solo in tre?!).

Si tratta di una vittoria importantissima prima di due partite particolarmente difficili (all’“Olimpico” contro la Roma, e in casa contro il Napoli). 17 punti per i friulani, a pari merito con Genoa e Palermo, a 3 dalla Champions, ma anche a 6 dalla B. Grandissima prova del Capitano e dello scoppiettante Niño, i migliori in campo. Aspettiamo ancora le versioni originali di Inler e Asamoah, non ancora ai livelli che ci attendiamo da loro.

http://www.youtube.com/watch?v=T-lYYjZJAak

Non fa freddo, e il clima aiuta: dopo la solita birra ai Rizzi con gli inevitabili commenti post partita, nel parcheggio dello stadio si vedevano ancora diversi capannelli di tifosi autoorganizzati con vettovaglie e buon vino.

Per noi invece sosta a Gemona dove stava andando in onda la festa del formaggio.

Molti punti vendita stavano ormai chiudendo, ma i chioschi erano invece ancora pieni.

Si stava ancora rimescolando la polenta,

poi accompagnata con grigliata mista e frico croccante.

Come regalo, paragonabile a un tocco delizioso o una finezza di tacco, si leggeva una frase geniale che identifica una filosofia di vita o addirittura una concezione del mondo:

Qui il pezzo sulla partita di Francesco Brollo su Carnia.la.

Comments

  1. Ecco, sono quello che ha la fisima di arrivare a partita iniziata. Ma parlate facile, voi tiratardi, mica vi è mai capitato – come a me – di perdermi il gol più precoce della storia (Branca) perché eravate ancora fuori dallo stadio e voi! Vorrei vedervi.

    • alessandrogori says:

      bravo bravo, il reo confesso…
      eh, si vede che fu (quanti anni sono passati?) cosi’ scioccante che la sconterai per sempre.
      ma si dai, che cosi’ almeno si fa una birretta ai rizzi, anche prima della partita dico.
      a

      • Io c’ero, ed ero in orario, nonostante la griglia di Fred a pranzo… e si giocava alle 14.30!!!
        Ma mi passarono a prendere i fratelli Faè (con papà Giulio alla guida) e arrivammo in tempo.
        La partita era Udinese-Fiorentina 4-0, serie A 1992-93, penso fossero i primi di gennaio. Doppiette di Marco Branca e Abel Balbo. Era la prima panchina di Aldo Agroppi (tante parole, pochissimi fatti…) che portò i viola in…B!! Alla fine 3 squadre a pari merito: Fiorentina giù, noi salvi allo spareggio col Brescia.
        Gol più veloce a quel tempo, mi pare poi sia stato battuto da Paolo Poggi (che giocatore!) in un Fiorentina (ancora!)- Piacenza di qualche anno fa…
        Branca segnò sotto la Nord, sfruttando il cross di Alessandro Orlando (ultimo friulano assieme a Rossitto a vestire il bianconero) lanciato dal nostro numero 10 del tempo, l’indimenticato Francesco Dell’Anno…

        Scusate la lunghezza, ma guai a provocarmi su queste cose…

  2. Luca Marin says:

    Tutto bello tranne la penultima foto caro Alessandro. Con tutti gli amici carnici e friulani sparsi per il mondo dovresti rispettare la loro obbligata astinenza. Mandaimi un toc di polente e une luanie ben rustide magari cun tun bon toc di formadi frant!!! 🙂

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