30 August 2014

Bruttissimo colpo alle aspirazioni Champions dell’Udinese

Lunedì 11 aprile 2011

Sabato sera i tifosi dell’Udinese hanno subìto un bruttissimo colpo alle aspirazioni Champions della loro squadra del cuore. Dopo l’incidente di Lecce di domenica scorsa, la rediviva Roma di Montella era attesa al “Friuli” per l’anticipo serale in quello che poteva essere uno spareggio per la futura quarta posizione. L’atmosfera sembrava quella delle grandi giornate, testimone il fatto che la Curva Nord era andata esaurita per la prima volta dopo molto tempo (!).

Tutti erano pronti all’impresa. Anche noi che ci siamo riuniti con in centro a Udine per un lungo prepartita in un bellissimo pomeriggio allietato dal tanto atteso sole primaverile. Molte le soste del nostro personale pellegrinaggio: le tartine di mortadella

e di cotto con il kren (o ràfano, non tra i più forti assaggiati in realtà) con i bianchi.

A seguire una specie di carpaccio con rucola, annaffiato da birre belghe.

Con un doppio salto carpiato e una notevole serie di connessioni e incastri vari, da poche ore ero riuscito a rientrare dalla Serbia appena in tempo per la partita. Alcuni amici mi avevano raccontato che in settimana era stata messa in vendita una chicca, la maglietta in edizione retrò dell’Udinese Campione d’Italia del famoso campionato FGNI del 1896, poco dopo la costituzione della Società Udinese di Ginnastica e Scherma; il torneo non venne riconosciuto dalla FIGC, il cui campionato nacque due anni più tardi. Ero molto curioso: da tempo compro quasi esclusivamente repliche di vecchie magliette, preferendole alle plasticose uniformi odierne. Allo stesso modo mi rituffo volentieri nel calcio di un tempo rispetto a quello di oggi. L’amara sorpresa all’Udinese Store (ogni volta mi chiedo perché mai debba avere un nome in inglese): costa ben 80 euro, UNA VERGOGNA. Un maglioncino di maglina nera con cuciti una stella e lo scudetto dell’Udin non può costare così tanto; si tratta dunque di una strategia di mercato. Tutti i club al mondo che propongono delle repliche le fanno pagare meno delle magliette originali confezionate dallo sponsor tecnico. Invece qui no. Mi dicono che la prima infornata sia andata a ruba, ma credo sia una scelta assurda praticare un prezzo tale: magari molti che l’avrebbero acquistata ad un prezzo decente non lo faranno. Almeno me lo auguro.

La partita

Molti amici sono già entrati da tempo quando arrivo allo stadio che (per quanto possibile) presenta uno delle presenze più nutrite dell’anno.

La curva e tutti i distinti pieni.

Poco lontano due nuovi bandieroni accostano due miti del calcio friulano, Zico e Totò affiancati in una strana simbiosi.

Subito un’amarissima sorpresa. Il solito “annunciatore” dello stadio da in formazione il Niño Sánchez, in fortissimo dubbio fino all’ultimo momento per un infortuno rimediato in nazionale; il pubblico, che aveva già visto il cileno attivo in riscaldamento, tira un sospiro di sollievo.

Ma sprofonda nello sconforto appena qualcuno si rende conto che al posto del Niño c’è invece lo sgraziatissimo calimero Denis. L’argentino ha confermato ancora una volta che NON centra proprio né con l’Udinese né con la Serie A italiana. Ripeto un concetto già espresso: sempre ringraziamo la famiglia Pozzo per l’organizzazione societaria e i lunghi anni trascorsi in A ad alto livello eccetera eccetera ma, conoscendo anche le enormi entrate degli ultimi due anni, è uno scandalo che (praticamente) l’unico acquisto della stagione sia stato Denis, un giocatore che tutti sapevano non essere un fulmine di guerra (per usare un eufemismo). Non si chiede alla società di svenarsi, ma oltre ai giovani di belle speranze che forse matureranno tra cinque anni, sarebbe saggio acquistare per lo meno un giocatore non diciamo affermato ma almeno sicuro su cui puntare. Ribadisco, quando Pozzo ha acquistato la metà di Quagliarella per 8 milioni (o giù di lì) si è trattato di un investimento: l’ha rivenduto per tre volte tanto. Mi auguro che il paròn si metta una mano sulla coscienza, anche in prospettiva della prossima stagione. Ogni volta che il Niño non ha giocato (vedi Brescia o Bologna in casa) il rendimento della squadra è calato paurosamente: se mancano il cileno o Totò siamo una squadra da centro classifica e non andiamo da nessuna parte.

Dopo questo lungo sfogo ritorno alla partita.

L’Udinese non riesce a esprimere il suo solito gioco. La difesa sembra attenta con Benatia e Zapata sugli scudi. Il centrocampo deve supplire l’assenza dello squalificato Inler (al suo posto Abdi), ma tiene pur non apparendo molto ispirato. Il problema è che davanti Totò (anche lui in non perfette condizioni) non può cantare e portare la croce.

Il neofita Montella e il navigato Guidolin, due allenatori a confronto.

Pur riconoscendo a Totti la caratura del grande calciatore che è, risulta spesso indisponente per il suo comportamento. Tutti ricordiamo i suoi reiterati vaffa dedicati in faccia all’arbitro in un Udinese-Roma di qualche anno fa, senza neanche un’ammonizione; almeno Ibrahimović nel posticipo di ieri sera è stato espulso per una parolina di troppo.

L’ex Pizarro, pur essendo un buon giocatore, non ha lasciato grossi rimpianti in Friuli.

Nel primo tempo l’unica occasione per la Roma arriva da un tentativo di autorete di Denis su punizione di Totti: Handanovič salva con un riflesso prodigioso.

Dopo una tignosa prima frazione di gara, al 57’ la (prima) doccia fredda. Pizarro conduce la palla, sta uscendo dall’area verso la linea di fondo; non potrebbe andare da nessuna parte ma accade l’imperscrutabile: il solito, irruente Pinzi con alle spalle un’esperienza di oltre 250 partite in Serie A si rende protagonista di un’entrata idiota sulla gamba di Pizarro, che stava solo aspettando un regalo del genere per cadere come un sacco di patate. È un rigore che Totti trasforma con un tiro che, lo ribadisco, in tutti i paesi con cultura calcistica si chiama “Rigore alla Panenka”, dall’eroe che lo inventò tirandolo per la prima volta quasi 30 anni fa e non con il nomignolo con il quale è conosciuto in Italia.

0-1 in quel modo, senza quasi un tiro in porta (in realtà neanche da parte nostra), proprio una beffa. L’Udinese continua a ruminare calcio, ma non riesce a creare occasioni pericolose. Al 73’ entra Corradi al posto dell’inguardabile Denis, e almeno qualcosa sembra cambiare.

In pochi minuti Bernardo prende più palloni dell’argentino. Guidolin poteva sicuramente farlo entrare prima così come, per cercare di smuovere le acque, poteva inserire con qualche minuto di anticipo sull’85’ il diciannovenne talento ceko Matěj Vydra all’esordio in A e di cui si dice un gran bene.

Quando ormai nessuno o quasi se lo aspetta, ecco il miracolo: all’87’ Corradi di testa fa da sponda per l’accorrente Totò che con un sinistro di controbalzo lascia secco Doni proprio sotto la “nostra” porta. 26° rete per il Capitano che allunga di una su Cavani.

In curva l’entusiasmo è alle stelle, da tanto non si gridava un gol in questo modo.

L’arbitro assegna 4 minuti di recupero. Ora i giocatori ci credono, e noi con loro. Al 2’ di recupero sembra accadere l’impossibile: serie di carambole e mischia in area, Doni non è in porta, il pallone si alza a campanile, Asamoah lo tocca e finisce in rete!!!!! Seconda doccia fredda: l’arbitro Damato annulla per un fallo di mano del ghanese. Noi allo stadio non ce ne siamo resi conto, ma lo si vedrà poi in televisione: prima del tocco di mano di Dudù, il giocatore viene spostato da una manata di Perrotta; il pessimo Damato avrebbe dovuto fischiare un rigore chiarissimo (che quasi nessuno nelle trasmissioni sportive della domenica ha successivamente evidenziato).

Poco male, ci diciamo in curva. Poteva essere bellissimo, ma ottenere un pareggio con la Roma e tenerla a 6 punti di distanza non ha prezzo, soprattutto pensando che fino a pochi minuti dalla fine consideravamo perso l’incontro. Mentre facciamo queste considerazioni congratulandoci già per lo scampato pericolo arriva il patatrac, quello che non doveva assolutamente capitare, qualcosa definito come «un errore che non si vede neanche in Terza Categoria». Al di là dei (decisivi) errori arbitrali (che pur si sono verificati), è stata l’Udinese a fare harakiri. Nel momento più importante della stagione, quando ci si gioca la Champions con una delle due avversarie dirette, i nostri tornano alle solite ingenuità che tantissime volte abbiamo visto e che ci illudevamo rappresentassero ormai solo uno sbiadito ricordo. A 15 secondi dallo scadere del recupero la cappella più significativa della stagione: Handanovič regala un fallo laterale alla Roma; Cuadrado lascia solissimo Riise proprio sulla linea di fondo, il norvegese avanza e serve al centro un pallone che Totti è bravissimo a colpire con una zampata di esterno destro, anticipando la sonnecchiante difesa friulana. La rete si gonfia e il silenzio scende sul “Friuli”, mentre tutta la panchina romanista raggiunge e seppellisce Totti. Per i giallorossi due tiri in porta e ciao.

Qualcuno dice che ci si doveva accontentare. Non sono d’accordo, infatti la seconda rete era arrivata. Ma è invece ovvio che bisogna mantenere la concentrazione non solo fino a «quando arbitro fischia» (come diceva Vujadin Boškov), ma addirittura fino al momento di rientrare negli spogliatoi.

Siamo distrutti, una sensazione di amarezza e rabbia che è continuata poi anche durante il resto del fine settimana.

Qualcuno ha stigmatizzato la scena finale tra Totò e Angella. Non sappiamo quali parole l’abbiano causata ma, pur censurabile, mi sembra semplicemente una situazione derivata dalla tensione del finale di una partita simile.

Dopo 13 risultati utili, l’Udinese ha subìto ora due sconfitte consecutive e già si parla di minicrisi. La Roma è ancora a 3 punti, ma è in piena risalita. Nel frattempo la Lazio si è ripresa il quarto posto e si trova un punto sopra. Domenica sarà durissima giocare a Fuorigrotta contro il lanciatissimo Napoli secondo in classifica. Con la formazione titolare sarebbe l’occasione perfetta per dimostrare che i tanti elogi fin qui ricevuti possiedono una solida base, anche perché gli spazi normalmente lasciati dal gioco partenopeo potrebbero essere congeniali all’Udinese. Dalle informazioni che filtrano dalla società sembra però difficile che il Niño recuperi per domenica. Speriamo sia solo prudenza, sarebbe un disastro.

http://www.youtube.com/watch?v=XZ0LIbe8s1g

Qui la “partita svista dalla curva” di Francesco Brollo su Carnia.la

Comments

  1. Pieno di spunti il tuo articolo…
    Tralasciando la partita di sabato, per la quale la delusione per il rocambolesco ed ingenuo (ma ci vorrebbe il superlativo, che non penso esista…) non è ancora svanita del tutto, volevo fare alcune considerazioni sul tuo “sfogo”.
    Lo sai che sulla gestione della società abbiamo idee un po’ diverse, anche se su altre ci troviamo d’accordo. Sai anche quanto io sia malato di “udinesite” (termine che qualcuno ha usato su un altro blog…), e quanto mi piacerebbe gioire non solo per qualche vittoria “parziale”, ma anche per un trofeo da mettere in bacheca.
    Sono però convinto che i “colpi” di mercato l’Udinese possa farli solo “anticipando” le altre società (anche di primissimo piano), e cioè acquistando potenziali giovani (o giovanissimi) campioni come ha già fatto in questi anni (ad esempio il Niño Sanchez, ma non solo).
    E’ vero che l’unico acquisto per questa stagione sembrava essere Denis (sul quale già dalle prime trattative ero non solo scettico, ma proprio “contro”!!). Ma chi se l’aspettava per esempio che Benatia ed Armero mantenessero un tale rendimento? E quando abbiamo preso Inler immaginavamo fosse un centrocampista completo, anche se con qualche periodo “buio”? E chi avrebbe scommesso su Asamoah (vabbè che è un mio pupillo, ma penso che si possa dire sia uno dei calciatori africani che meglio abbinano qualità tecnico-atletiche a quelle tattico-comportamentali).
    Oltre a queste scoperte sarebbe auspicabile, è vero, riuscire a far sposare la causa bianconera a giocatori come Totò che era sconosciuto (aveva già esordito in Nazionale), ma è esploso definitivamente in Friuli: ma uno così non lo trovi ogni anno.
    Quello che secondo manca maggiormente quest’anno sono dei ricambi all’altezza: gli unici che possano subentrare ai titolari dando qualcosa sono secondo me Coda in difesa, Abdì (e forse Pasquale) a centrocampo e …. Corradi (!!) in attacco.
    Speriamo che queste due sconfitte consecutive non aprano una crisi che vanifichi la fantastica rimonta del girone di ritorno. Al San Paolo partiamo sfavoriti, ma se ci sono tutti i titolari e vanno in campo determinati e senza troppa paura, penso che anche i partenopei dovranno sudare per fare risultato.
    E’ naturale, ci vorrà il Niño (possibilmente non a mezzo servizio) e un Totò meno nervoso.
    A proposito, complimenti alla sportività del Napoli (hanno dato addirittura il premio fair-play al polemico e brontolone Mazzarri!!!) che ha richiesto la prova tv per le mani al collo di Angella dopo il fischio finale di sabato: forse anche loro hanno un po’ di paura….

  2. Rileggendo ho notato diversi errori nel mio commento, me ne scuso.
    L’unico che poteva dar luogo a fraintendimenti è quello “sconosciuto” riferito a Totò: intendevo il contrario, quando l’Udinese l’ha acquistato dall’Empoli, Di Natale era già noto al grande pubblico, con la maglia azzurra aveva non solo esordito ma segnato un gol, mi pare alla Turchia a Palermo.

    • non preoccuparti miele, grazie per gli interventi.
      ma si, hai ragione sul discorso benatia (grandissimo) e (parzialmente) su armero. e prima ancora inler, asamoah etc., infatti tanto di cappello.
      sto solo dicendo che oltre a questo lavoro importantissimo ogni tanto ci starebbe bene un acquisto tipo quagliarella all’epoca, non un campione affermato, ma neanche un 17enne (che ha bisogno di maturare) o un azzardo (che se poi non riesce a sfondare subito puo’ farlo la stagione successiva). diciamo qualcuno affamato ma su cui si puo’ contare da subito.
      ti dico, la scelta di denis e’ stata assurda, e lo sapevamo tutti. che differenza c’e’ stata tra prenderlo e non usare quei 3 milioni (o giu’ di li’) per qualcun’altro (aggiungendo qualche soldo ancora magari)? fino a gennaio avevamo 3 punte centrali in panchina e delle 3 non se ne faceva mezza… che senso ha? proprio sapendo che se uno dei due la’ davanti non c’e’ il nostro potenziale scende in picchiata.
      la storia della prova tv non l’ho proprio capita… mah.
      a dopo,
      g

      • Su Denis siamo tutti d’accordo, non è da Serie A.
        Probabilmente il fatto che si fosse infortunato ancor prima di essere acquistato ha comportato uno sconto che ha ingolosito il Paron (e qui ti dò ragione, l’affare l’ha fatto il Napoli….). E non ho ancora capito se il Tanque fosse un pallino di Pozzo o di Guidolin…
        Comunque anche secondo me era il caso spendere qualcosa in più, ma per un attaccante vero, magari disposto a fare un po’ di panchina. Eventualità che forse non andava più bene al mai esploso Floro Flores…
        Corradi è invece perfetto per questo ruolo, e mi sembra che sia anche un ottimo uomo-spogliatoio. Ma se lui è la quarta punta (e si può rivelare preziosissimo, vedi la perfetta sponda sul gol dell’1-1 di sabato), manca appunto la terza scelta in attacco…

  3. Una considerazione su Armero. Il suo rendimento è stato alto per 5/6 partite, nelle restanti non si è distinto da qualsiasi altro esterno di Serie A che, ahimè, devo convenire con Alessandro, è di basso livello. Insomma, un esterno di Serie A dovrebbe riuscire a saltare l’uomo, non sempre, ma avercelo nelle sue corde, e sopattutto avere una percentuale di cross sbagliati non superiore al 15%. D’altronde se nella Juve trova posto uno come Motta, abbiamo detto tutto. (Dossena, che pur non è un fenomeno, ma ce lo ricordiamo più oirte di Motta) è nel Napoli, che infatti sta davanti alla Juve.

  4. paolo negri says:

    Salve a tutti. Ho letto con interesse le vostre considerazioni, ricche di spunti. Sabato ero a casa dal lavoro e mi sono guardato la partita, ovviamente tifando Udinese. Che non ha giocato bene ma le assenze hanno pesato e poi un Di Natale non al meglio davanti era oltretutto solo (Denis non giocava a Cesena in C…). Nonostante tutto, il risultato positivo ci stava. E il rigore c’era. Scandalosi i commenti tv: quando Pozzo a Sky ha fatto presente le sue lamentele (con molta educazione, devo dire) è stato “tagliato” quasi fosse un appestato, quando oggi continuano a discutere se il vaffa di Ibra era al guardalinee, a sé stesso o a suo cugino, mostrano filmati inediti dai quali si capisce nulla e via dicendo: ma ci andassero loro a… Più semplice celebrare Totti, che nel primo tempo sullo 0-0 ha fatto un’entrata micidiale, a piedi uniti, fuori tempo, a centrocampo, sanzionata con… un fallo a favore!!!! Per non parlare dell’atteggiamento che ha avuto nei confronti di Zapata
    Detto ciò, ha ragione da vendere Miele (a proposito: un grande abbraccio) quando dice che l’Udinese non ha una terza punta, e per me il problema esiste anche in prospettiva prossima stagione: Sanchez ceduto, Di Natale con un anno in più, ne serviranno almeno due buoni. E qui si inserisce anche un discorso sull’Udinese scopritrice di talenti: tutto verissimo, ma la Primavera cosa la fanno a fare? Dalla Primavera non è arrivato in prima squadra un giocatore, nemmeno da quella super di Vanoli che aveva Laurito e Sodinha: dopo, adesso, avranno fallito, saranno scarsi (a me parevano ottimi) ma che chances hanno avuto? La Primavera, all’Udinese come alle altre, non serve. E poi ha ragione Francesco quando parla di Armero: un muscolare esplosivo ma se non è in condizione diventa normalissimo (e sottoscrivo al 100% quanto dice Francesco su Motta). E comunque lo aveva preso il Parma, già ufficiale, che poi con la nuova norma in corsa sugli extracomunitari non lo ha più potuto tesserare e così è spuntata l’Udinese: bravi, ma evidentemente lui non era una prima scelta.
    Vediamo cosa succede a Napoli, tra fiumi di retorica per celebrare l’eventuale vittoria del Napoli e lamentele pronte nel caso non ce la facesse. Moduli speculari (ma non si parli di difesa a 3: Maggio e Dossena come Inler e Armero sono terzini, le due squadre difensono a 5) vincerà chi avrà più gas. Ci fosse Sanchez…
    Da parte mia nessun dubbio: alè Udin!!!
    Un salutone a tutti

  5. Un grande abbraccio anche a te, Paolo!
    Fa piacere sapere che anche a Ferrara c’è qualcuno (molto caro e competente…) che tifa Udinese!
    Dal vivo non avevo visto l’entrataccia di Totti che hai menzionato, ma si sa che dalla curva del Friuli si perdono molti particolari (e non solo…). Non stento a credere che l’indisponente capitano giallorosso l’abbia commessa e che l’insufficiente Damato abbia invertito la punizione. Secondo me errori più emblematici (nell’ambito della gestione della partita) questo su Totti e la mancata espulsione di Cassetti (che ancora nel p.t., da ammonito, ha mandato ripetutamente a quel paese (eufemismo…) l’arbitro) piuttosto del rigore non visto (l’azione era molto concitata, ma comunque Damato ha fischiato fallo di confusione “sperando” che la moviola gli desse poi ragione…)
    Sull’attacco presente e futuro e sul settore giovanile dell’Udinese sono perfettamente d’accordo e non ho niente da aggiungere (tra l’altro sulla Primavera ne sai più di me…).
    Su Armero (“l’argomento” l’avevo tirato fuori io, non pensavo scatenasse un tale dibattito) volevo dire che ha avuto un rendimento al di sopra delle aspettative, che però non erano propriamente alte… Che fosse una seconda scelta si era capito anche dal fatto che l’Udinese aveva già preso l’argentino Monzon, che però non aveva superato le visite mediche (questa la motivazione “ufficiale”, forse non del tutto vera)
    Per la partita del San Paolo sembra tutto congiurare contro: dall’assenza quasi certa di Sanchez a quella possibile di Totò ed un ambiente che non sarà ininfluente, temo… Riuscire ad ottenere un risultato positivo sarebbe grandissima soddisfazione, oltre che prova di maturità: a cosa si attacherebbe l’odioso Mazzarri se il suo Napoli non otterrà i 3 punti?

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