20 January 2017

® Osteria Da Ugo a Verona, l’Hellas e Zigo Gol

Martedì 17 maggio 2011

Come accennato nell’articolo precedente, nella trasferta veronese abbiamo pranzato all’ottima e tradizionale Osteria da Ugo a Verona.

Il locale è situato in pieno centro, in un vicoletto non lontano da piazza delle Erbe e (dicono) a 200m dalla casa di Giulietta.

Al nostro arrivo la sorpresa. Ezio, l’affabile titolare, quando ci riconosce come tifosi friulani racconta che per la sua attività precedente qualche tempo fa si recava spesso in Friuli, anzi proprio a Tolmezzo. Insieme alla moglie ha rilevato la storica Osteria nel 2007. L’approccio non poteva essere migliore.

Nella sala da pranzo campeggia la frase «Qua se fà quel che se sà, ma se sà quel che se fà». Non abbiamo molto tempo e decidiamo di ordinare pochi piatti da dividere tra di noi, soprattutto le paste preparate in casa dall’équipe di cuochi capitanata dallo Chef Luca Magagnotti.

Iniziamo con due antipasti, il tagliere di salumi tipici della zona con la polentina calda,

e i fantastici fiori di zucchina ripieni di ricotta, taleggio e timo.

Quindi 4 primi da assaggiare in 4: pappardelle con pesto alle erbe, pomodori confit e bruscansi (bruscandoli, i primi germogli del luppolo, quelli che in friulano sono chiamati urticions).

I tortellini di Valeggio famosi per la loro sfoglia sottile (si trovano solo la domenica), conditi con burro e salvia.

Infine due versioni dei rinomati tortelloni di Ugo sullo stesso piatto: alle melanzane e mandorle, e al pesto e crescione.

Il tutto innaffiato dal Valpolicella della casa.

Con i dolci si entra in un mondo a parte. L’Osteria propone un’impegnativa selezione di una ventina di prelibatezze:

alla fine la difficile scelta cade su crostata al cioccolato e amaretti ricoperta di meringa morbida,

e la crostata di ricotta e amaretti.

Con 3 antipasti, 4 primi e 2 dolci, acqua e vino in 4 spendiamo circa 25 euro a testa. Non economicissimo (con i secondi il conto sarebbe stato più salato), ma i piatti assaggiati e l’ambiente li meritavano.

In un angolo si vede una foto d’epoca: non appare qualche eroe dell’Hellas dello Scudetto, ma l’indimenticato Zigo Gol, al secolo Gianfranco Zigoni, idolo supremo dei tifosi gialloblù.

Zigo, giocatore geniale e personaggio sui generis, era originario di Oderzo ma iniziò a giocare nelle giovanili della Juventus con cui debuttò 17enne. Nei 4 anni in cui rimase a Torino (122 partite e 35 reti) vinse anche uno scudetto (1966/67), ma ha sempre dichiarato che la Juve non gli è rimasta nel cuore. Giocò anche con l’amato Genoa e con la Roma, ma fu negli anni con il Verona (dal 1972 al 1978) che lasciò il segno. Una delle partite storiche fu il famoso 5-3 inflitto al Milan nell’ultima giornata di campionato del 1972/73 che tolse lo scudetto alla squadra di Rocco, a scapito della Juventus: fu la prima “Fatal Verona”.

Nel 1974/75 il Verona venne retrocesso d’ufficio, ma Zigo rimase in gialloblù e contribuì al suo ritorno in Serie A.

Classico genio e sregolatezza degli anni Settanta, sempre fuori dagli schemi e dal sistema, si racconta che d’inverno Zigo andasse in giro con una pelliccia bianca (e una pistola nella cinta dei pantaloni). Come si vede anche dalla foto qui appesa, al di là della sfera sportiva, Zigoni con la sua genialità e anticonformismo ha lasciato un’impronta in moltissimi tifosi.

Anche se poi, a richiesta, Ezio esibisce anche una foto gigante e autografata della formazione dello Scudetto che teneva vicino alla cassa.

Vista la poca simpatia dei tifosi dell’Hellas nei confronti del Chievo (e nonostante l’odio storico con l’Udinese), un cameriere si augura che oggi i friulani vincano. Con questo auspicio ci dirigiamo verso lo stadio.

La scheda:

Osteria da Ugo

Vicolo Dietro S. Andrea 1/b

Verona

 

Comments

  1. LE SERATE PASSATE ALLA TEVERNA DELL’OTELLO HANNO FATTO SCUOLA. GRAZIE DELLA SEGNALAZIONE. CIAO CLAUDIO.

  2. Angelo Sterminatore says:

    Che dire, sei un mito!!!
    Ti seguo con affetto!!!
    Grazie per le dritte culinarie e non solo!!!
    Alla prossima…

  3. paolo negri says:

    Mitico Ale… Trattoria da visitare senza dubbio. Particolare di cui non fregherà nulla, a nessuno: la gigantografia di Zigoni è scattata a Ferrara, si riconoscono i cartelloni pubblicitari della Lodge che campeggiavano nella vecchia gradinata in assi di legno e tubolari. Bei tempi…

    • grande paolo!!!!
      ottimo il dettaglio..
      visto il giro e l’udin?
      a

      • paolo negri says:

        Ero qui al lavoro, buttavo l’occhio quando possibile. Udinese esaltante, spero che non rompano il giochino sul modello di quanto successo alla Samp, anche se le persone e gli equilibri societari mi sembrano del tutto diversi. E spero anche che una volta in Europa non facciano come tante squadre italiane che poi fanno giocare le seconde linee perchè non hanno la rosa per competere su due fronti (dicono), perchè l’Europa toglie energie e amenità assortite… Tra l’altro l’Udinese ha un impianto di gioco che può permetterle di fare bene . Speriamo che non cedano tutti insieme Sanchez, Asamoah e INler, allora diventerebbe dura. Alè Udin

    • Chi l’ha detto che certi particolari non fregano a nessuno??? Sono invece quelli che notano solo i veri appassionati e ci fanno sentire uniti in questa “malattia” che è la passione per il calcio, soprattutto dei, come dici tu, “bei tempi”…
      Un abbraccio ed un grazie per l’affetto con cui segui la nostra Udinese

  4. Carissimo Alessandro
    Ti ringrazio per le bellissime parole che hai speso per il nostro locale e per l’accoglienza che dedichiamo ai nostri avventori. Probabilmente quello 0-2 ha influito positivamente sul Tuo giudizio (hi hi) ma va bene lo stesso. Mi permetto di segnalare al futbolero che c’è in te che il grande Guidolin era a suo tempo il pupillo del “nostro” Osvaldo Bagnoli e che i meritatissimi successi che ottiene sono frutto di educazione, semplicità e onesto lavoro imparate dal grande maestro e che la citta di Udine merita per quanto esprime non solo nei campi di calcio.
    Vi abbraccio, felice di averVi portato bene con la “U” che ci rappresenta e Vi aspetto presto.
    ezio martel (il cognome ha origini pordenonesi)
    P.S. Lo stadio che ospitava Zigo nella foto mi dicono sia quello di Como.

    • ciao ezio,
      mi fa piacere leggerti.
      c’hai messo poco per trovarmi
      😉
      come segnalato nel post scriptum su zigo, guidolin era un pupillo anche del grandissimo ritratto nel vostro locale, ma come allenatore forse meglio che abbia preso dall’osvaldo.
      quando ripassero’ da verona (quando?!) verro’ a trovarvi.
      mandi,
      a

Lascia un commento

*