17 January 2017

Prima vittoria dell’Udinese: chi l’ha vista?!

Domenica 3 ottobre 2010

Prima soffertissima vittoria dell’Udinese in campionato: 1-0 al Cesena, grazie ad una rete del giovane franco-marocchino Benatia al 93’. Qui l’eroe della partita riceve l’applauso della Curva Nord a fine incontro:

Dopo il “pienone” contro la Juventus, per l’anticipo di sabato alle 18 siamo tornati ai numeri abituali.

Nella Curva Sud i tifosi cesenati hanno esposto due striscioni dedicati a Edmeo Lugaresi, storico presidente dei romagnoli deceduto domenica scorsa e ricordato anche in questo sito: «Addio grande Edmeo, per sempre uno di noi» e «Ciao Edmeo, Presidente di un calcio che non esiste più». È proprio vero.

Ieri l’imperativo era uno solo, pena rimanere all’ultimo posto in classifica decisamente staccati in fondo alla classifica.

Guidolin sembrava molto pensieroso già prima dell’inizio della partita.

Una squadra contratta e nervosa anche se volenterosa non riusciva a trovare il bandolo della matassa. Molti giocatori sembrano fuori forma o non mostrano la necessaria convinzione. Asamoah è un fantasma rispetto al campioncino che avevamo conosciuto lo scorso anno (sarà che non ha ancora assorbito le fatiche del mondiale), ormai da molti anni stiamo aspettando l’esplosione di Floro Flores ma non sembra dimostrare mai la grinta necessaria.

Tutto il nostro settore ha reiteratamente inveito contro il nuovo acquisto Armero, gettato subito nella mischia, visto il basso rendimento di Pasquale: ieri non ha dimostrato grande qualità anche se, soprattutto all’inizio del secondo tempo, ha toccato un numero altissimo di palloni.

Totò ci ha provato, ma quest’anno non ha la stessa fortuna della scorsa stagione.

Come nelle precedenti partite, Inler è invece stato tra i migliori.

Dal Cesena, che aveva ben impressionato nelle prime uscite di campionato (soprattutto in casa a dire il vero), ci si aspettava un’altra attitudine. Invece Ficcadenti ha messo in campo una squadra con l’unico obiettivo di strappare un punto, senza rischiare né concedere niente. Come risultato, non si è visto neanche un tiro in porta dei romagnoli, solo due cross in tutta la partita.

Guidolin ha preferito tenere in panchina Sánchez, per schierare un centrocampista in più: ma se non si gioca con tre attaccanti in casa contro il Cesena, quando capiterà allora? Così, Pinzi si è in pratica trovato nella stessa posizione (avanzata) di Sánchez, senza possedere però la stessa qualità.

Il primo tempo è stato abbastanza grigio, ma negli ultimi minuti l’Udinese ha avuto qualche buona occasione: una stilettata al volo di Totò fuori di poco, una delle molte mischie viste ieri e nessuno dei nostri ha la necessaria convinzione per buttarla dentro (in questo caso Colucci salva sulla linea il tiro poco convinto di Floro).

Proprio allo scadere, un altro tiro di Di Natale parato con difficoltà da Antonioli.

Nell’intervallo il Niño si stava scaldando.

È apparsa anche una strana macchina, forse una falciatrice automatica? Nessuno di noi l’ha capito, forse era una pubblicità.

All’inizio del secondo tempo i tifosi cesenati hanno esposto un altro striscione, stavolta un saluto a Walter Schachner, ricordato anche lui alcuni giorni fa in questo sito (che sia venuto dalla vicina Austria a vedere la sua ex squadra?).

Il sospirato cambio è arrivato solo al quarto d’ora. Era chiaro a tutti: fuori il deludente Isla per il Niño, arretrando Pinzi a centrocampo.

Nuovamente non si è capita la mossa di Guidolin che ha piazzato il cileno dietro alle punte, posizione a lui non congeniale. Rimesso all’ala il cileno ha apportato qualcosa, ma francamente da lui ci si aspetta di più. Poi al 68’ è uscito Floro per il vituperato Corradi che, se non altro, è riuscito a spizzare 4-5 palle consecutive.

Il Cesena continuava a difendersi cercando un contropiede che non è mai arrivato. Nonostante la fatica dei friulani a costruire gioco sono però piovute diverse occasioni da rete, alcune con salvataggi miracolosi del veterano portiere Antonioli. Si sa che dalla nostra posizione in Curva Nord non si vedono le azioni che si svolgono nella porta più lontana, soprattutto quando i cartelloni elettronici degli sponsor dietro alla porta diventano chiari. È accaduto nella ripresa, quando l’Udinese attaccava verso la porta a sud, la nostra percezione si è dunque limitata a forti emozioni senza capire esattamente cosa stesse succedendo.

Quando ormai avevamo (da molto) perso ogni speranza, per una volta l’Udinese è riuscita a segnare e vincere la partita nel recupero: nell’ultimissima, convulsa azione al terzo e ultimo minuto di recupero, punizione di Totò che ha crossato in area, colpo di testa del Niño (probabilmente in fuori gioco), Pinzi ha provato una girata sbilenca, Corradi (per fortuna) non c’è arrivato ma è spuntato da dietro Benatia che ha insaccato. Entusiasmo (e sollievo) in curva per la prima rete festeggiata al “Friuli” all’ultimo respiro della terza partita in casa.

Per l’Udinese prima vittoria dal 25 aprile scorso (!) e terza sconfitta consecutiva del Cesena.

Siamo sempre ultimi, ma un punto sopra di noi si trovano tre squadre (il Parma e le grandi decadute di quest’inizio, Roma e Fiorentina). La vittoria fa morale e risulta ancor più importante vista la sosta per le nazionali.

Nelle dichiarazioni di fine partita, l’allenatore del Cesena Ficcadenti ha recriminato per il fuorigioco di Sánchez. Perdere nel recupero non fa piacere a nessuno, ma non si può pretendere molto con la partita rinunciataria giocata dai suoi. Guidolin si è salvato in extremis ma, nonostante le molte occasioni, la squadra non ha assolutamente convinto, forse bloccata anche dalla paura di sbagliare.

Sì, le occasioni: solo quando sul nuovo Cosmo sono passate le immagini del secondo tempo, i molti tifosi che si erano fermati in Curva a fine partita si sono resi conto di quello che era successo nel secondo tempo.

Abbiamo visto allora che ci sono stati ben due pali, al 4’ su tiro di Isla al volo su cross di Armero e al 17’ su un rimpallo, ma anche altri miracolosi salvataggi di Antonioli, su Inler e due volte Totò. Chi li aveva visti?

Sulla via del ritorno, l’agognata sosta al “Cacciatore” che fino a qualche anno fa (quando si giocava sempre alle 15) rappresentava il nostro riferimento fisso nel dopopartita: dopo la prima vittoria, il cinghiale e le trippe sembravano ancor più saporiti.

Qui il racconto della partita di Francesco Brollo su Carnia.la.

Comments

  1. ooohhh! trovata la foto del cosmo!!! grazie per averla postata 🙂

  2. Almeno due parole sulla nostra amata Udinese…
    E’ una sensazione, magari mi sbaglio…
    Abbiamo veramente toccato (quasi…)il fondo degli ultimi anni (non dimentichiamoci le brevi ere Cosmi e De Biasi ed i periodi bui di Marino) non solo come gioco, ma anche come passione ed entusiasmo (grazie anche a tessera del tifoso…)
    Ora non possiamo che risalire: ho sentito anche il Fra che paventava, con una punta di nostalgia (se ho colto bene…), la possibilità di ritornare a vedere (mezza, nel senso di azioni d’attacco dell’Udinese, vedi titolo dell’articolo…) partita nel”nostro” settore.
    Ed il nuovo stadio sarà una tappa fondamentale (chissà se troveremo anche nel “Nuovo Friuli” un settore tanto caratteristico..)
    Due precisazioni: 1 – c’era qualcuno che non inveiva contro Armero (sai bene di chi parlo, FORSE è il caso di non dargli troppo peso, anche davanti a trippe, cinghiale e frico era sempre “contro”…)
    2 – purtroppo anche contro la Juve eravamo ben lontani dal “pienone”, sono finiti i tempi in cui almeno in2-3 partite l’anno si arrivava a 30-35.000 spettatori
    Anche per questo attendiamo con ansia nuovo stadio…

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